Sagrada Familia: don Turull (rettore), “i giapponesi vengono a fiumi”

“Spiegare il senso della basilica ai 15mila visitatori al giorno che vengono da tutto il mondo e sono di tutte le credenze, attraverso un discorso comprensibile a tutti”. Così Jordi Roigé, regista e sceneggiatore del documentario “Sagrada Familia. La Biblia en piedra”, durante la presentazione in Filmoteca Vaticana ha spiegato l’obiettivo dell’opera prodotta da Animaset e ora messa a disposizione di tutti coloro che intendono ammirare il capolavoro dell’architetto catalano Antonio Gaudì, di cui è in corso la causa di beatificazione. “Una presenza trascendente nella vita secolarizzata di oggi”, l’ha definita il card. Lluis Martinez Sistach, arcivescovo emerito di Barcellona e postulatore della causa di beatificazione di Gaudì. “Quando si entra nella Sagrada Familia – ha testimoniato il rettore della basilica, don Josep Maria Turull – cadono tutti i pregiudizi e si apre la porta per lo Spirito Santo e per la fede, anche per gli atei più militanti”. Come è accaduto all’architetto giapponese Etsuro Sotoo, che da giovane era diretto in Germania ma entrando nella Sagrada Familia non ha saputo più staccarsi da essa: è dal 1978 che lavora per ultimarne la costruzione. “In Giappone è stato proiettato un documentario su Gaudì in giapponese, e i giapponesi vengono a fiumi da parecchi anni, anche per la connessione con la natura che appartiene alla loro cultura e che vedono rispecchiata nella Sagrada Familia”, ha reso noto il rettore. Molto numerosi anche i visitatori dalla Corea del Sud e dalle Filippine, “non solo come turisti ma come pellegrini”.

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