Cambiamenti climatici: mons. Sacchi (Casale Monferrato), “non basta protestare e manifestare, occorre agire partendo dalle nostre scelte di vita”

“Non basta protestare e manifestare; occorre anche agire mettendo in atto decisioni a partire dalle nostre scelte di vita. Dobbiamo avere la capacità di considerare ciò che è essenziale per la nostra vita e ciò che è superfluo e frutto di tanti condizionamenti di cui potremmo davvero fare a meno”. Lo afferma il vescovo di Casale Monferrato, mons. Gianni Sacchi, in un messaggio ai giovani in occasione della Giornata della Custodia del Creato. Nei giorni della Climate action week e del summit Onu sul clima a New York, il vescovo sottolinea che “anche nella nostra città i ragazzi e i giovani faranno sentire la loro voce con una manifestazione” nel solco dei Fridays for future e delle iniziative innescate da Greta Thunberg. Ricordando poi che nella Laudato si’ “profeticamente il Papa ci ricorda che la creazione è un dono di Dio e che noi abbiamo il dovere di custodirlo e trasmetterlo alle nuove generazioni come fonte di vita, di bellezza e di sostentamento”, mons. Sacchi evidenzia che considerata “la drammaticità della situazione” in cui versa il Pianeta “non possiamo andare avanti ancora per tanto”. “Che cosa si sta facendo? Sembra ben poco, visti gli enormi interessi economici che stanno dietro ad ogni decisione atta a ridurre le emissioni inquinanti”, prosegue il vescovo che si dice “molto contento” del fatto che i giovani chiedano “a gran voce il diritto ad un futuro eco sostenibile in questo meraviglioso e azzurro pianeta che è la nostra Terra”. “Respirare aria tersa, bere acqua limpida e non contaminata, mangiare cibi non inquinati, vivere in modo più naturale… questo chiedono i giovani oggi per il loro futuro”, continua mons. Sacchi. “Non siamo i padroni della creazione, siamo solo dei custodi. L’intero mondo creato – ammonisce – non è di pochi come purtroppo si è verificato, ma un dono di Dio per tutti affinché ce ne prendiamo cura. Se distruggiamo la creazione, essa distruggerà noi. La natura non perdona mai se viene maltrattata”. “La terra – aggiunge – ci è stata consegnata come una realtà fragile straordinaria, sta a noi ora viverla e consegnarla alle generazioni future in una condizione migliore di come l’abbiamo ricevuta”. “Lottiamo per questo e impegniamoci a partire dalle scelte della nostra vita e dalla pressione che ogni cittadino può esercitare a livello politico”, conclude mons. Sacchi: “I giovani sono la nostra speranza e se in loro c’è questa sensibilità possiamo ben sperare in un futuro migliore”.

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