Sacerdoti e malattia: Lev, presentato il libro di De Carli “Come seme che germoglia”. Card. Comastri, “sostegno a opera di rievangelizzazione”

Il presidente Diella ha consegnato a mons. Paolo Ricciardi la stola realizzata dalle volontarie dell’Unitalsi

Dodici volti che hanno dovuto fare i conti con la malattia o la disabilità. Sono i protagonisti del volume di Vittore De Carli “Come seme che germoglia. Sacerdoti nella malattia”, con prefazione del card. Angelo Comastri e pubblicato dalla Libreria editrice vaticana, inserito nella collana “I volti”. “Come non esistono vite di scarto, così non esistono “preti di scarto”, anche quando sono inchiodati ad una carrozzina o ad un letto d’ospedale”, si legge. Il libro è stato presentato ieri, a Palazzo Pio, a Roma. Dopo i saluti del responsabile editoriale della Lev, fra Giulio Cesareo, sono intervenuti mons. Paolo Ricciardi, vescovo ausiliare di Roma e delegato per la Pastorale sanitaria, e Antonio Diella, presidente nazionale Unitalsi. Tra i sacerdoti intervistati dall’autore e presenti in sala don Maurizio Praticello, don Andrea Giorgetta e don Francesco Cristofaro, le cui storie sono narrate nel libro. Il presidente Diella, al termine degli interventi, ha consegnato a mons. Paolo Ricciardi la stola realizzata dalle volontarie dell’Unitalsi in occasione della giornata regionale dei sacerdoti anziani e ammalati, come gesto di riconoscenza per le attività dell’Unitalsi. “Il libro vuole evidenziare l’importanza della figura del sacerdote, soprattutto nella società contemporanea, che deve lottare contro l’indifferenza per aprire strade a Gesù nel cuore della gente. E, in questa difficile opera di rievangelizzazione, i sacerdoti ammalati sono un sostegno, una forza, un vero carburante che tiene acceso lo zelo degli apostoli di oggi”, scrive nella prefazione il card. Comastri, prima di indicare l’esempio di Giovanni Paolo II. I proventi del libro saranno destinati alla realizzazione di un polo di accoglienza per i genitori costretti a lasciare le loro case per il ricovero dei loro bambini nelle grandi strutture ospedaliere milanesi prendendo spunto dal “Progetto dei Piccoli” di Unitalsi, già in atto in alcune città nazionali. La casa di accoglienza, intitolata a Fabrizio Frizzi, sarà un edificio di tre piani, tutto da ristrutturare, per 250 metri quadrati complessivi e si troverà accanto al santuario della Madonna delle Grazie all’Ortica. Il progetto trova casa nella periferia est di Milano.

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