Natale: Casa della Carità, un presepe dedicato a migranti e perseguitati avvolti da coperte termiche

Anche quest’anno il presepe della Casa della carità di Milano è allestito all’ingresso della struttura, in una nicchia sulla strada, per essere visibile a tutti. “È il nostro modo per condividere con i nostri ospiti, gli operatori, i volontari e con la città i tanti messaggi che il Natale ci consegna, perché – come ci ha appena ricordato Papa Francesco nella sua visita a Greccio – il Presepe è come un Vangelo vivo, che trabocca dalle pagine della Sacra Scrittura”, afferma don Virginio Colmegna. La Casa della carità, quest’anno, ha scelto di dedicare il suo presepe a tutta l’umanità sofferente, di ogni luogo e di ogni tempo, citando un passo chiave del Vangelo delle Beatitudini: “Beati i perseguitati a causa della giustizia”. Il colore dominante è l’oro, che emerge dal fondo scuro, e vuole rappresentare “la speranza che accoglie, abbraccia, rigenera”. Una speranza salvifica per le molte persone soccorse in mare, che nell’oro delle coperte termiche in cui sono state avvolte, “hanno ritrovato una vita che sembrava perduta”. Per questo, si è scelto di utilizzare anche questo materiale nell’allestimento del Presepe. “La scena della Natività – spiega una nota – è stata collocata in una sfera, che vuole simboleggiare sia il grembo materno, che la nostra Terra, così deturpata, sofferente, non rispettata, ma pur sempre capace di generare vita”. Il presepe è stato ideato e realizzato dalle operatrici Iole Romano e Chiara Ronzoni con i volontari Gigi e Gianni.

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