Europa: Borsa (Sir) a incontro Copercom, “formare i comunicatori e formarci alla comunicazione”

foto SIR/Marco Calvarese

L’Europa al centro del Comitato dei presidenti e delegati Copercom (Coordinamento delle associazioni per la comunicazione) svoltosi ieri pomeriggio nella sede della Cei a Roma. Dopo il saluto istituzionale di Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio comunicazione sociali della Cei, che ha sottolineato l’importanza della formazione per evitare “l’inquinamento” delle fake news “che minano la stabilità della società”, e del direttore del Sir Amerigo Vecchiarelli, il quale ha invitato tutti a “dare sapore alle cose quotidiane anche attraverso la competenza e completezza dell’informazione”, il presidente del Copercom Massimiliano Padula ha introdotto i lavori presentando il tema dell’incontro, centrato sull’Europa, il ruolo dei mass media, la formazione dell’opinione pubblica e la democrazia partecipativa.

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“Europa: cittadinanza e comunicazione”, questo il tema su cui è intervenuto Gianni Borsa, giornalista Sir e vicepresidente Copercom, che ha spiegato quanto i cambiamenti intervenuti nel tempo “abbiano portato oggi ad un’Europa grande e diversificata al suo interno” ma “comunque piccola, geograficamente e demograficamente, al confronto con altri protagonisti della scena mondiale”. Borsa ha quindi sviluppato una riflessione sulle diverse “crisi” che attraversano l’Europa (politica, economica, demografica, migratoria…). In relazione alla comunicazione, il relatore ha sostenuto: “Nell’epoca dei social tende a prevalere una comunicazione unidirezionale, imperativa e affermativa”; “oggi chiunque può mettere in rete qualsiasi cosa, che può ottenere credibilità attraverso i like”.

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L’Europa è segnata, inoltre, “da una crisi della cittadinanza”, ovvero dalla “eclissi del senso civico” che, per Borsa, “significa perdere il senso stesso del bene comune”. Non ci sono però solamente “segnali negativi”: si sperimentano tanti aspetti positivi della convivenza civile e nella costruzione comunitaria. In tal senso l’Unione europea “è una casa comune che sconta limiti e criticità, ma segnata da democrazia e diritti, pace, libertà di movimento, libertà di parola, in cui la comunicazione rappresenta una grande chance”. L’oratore ha quindi sottolineato alcuni elementi necessari per una nuova rappresentazione dell’Europa, per non “cedere ai populismi”. Occorre, in questo senso, “un’efficace comunicazione politica, da parte delle stesse istituzioni Ue, per far conoscere il ruolo dell’Europa in vari settori della vita, fra cui la ricerca sulla salute e le nuove fonti energetiche, il sostegno agli agricoltori, il progetto Erasmus, i provvedimenti per la tutela dei consumatori, i fondi per le aree arretrate, la cooperazione internazionale”, ambito nel quale “l’Europa investe una cifra assai superiore a quella dell’Onu e degli Stati Uniti”. Inoltre è necessaria una “onesta comunicazione” da parte dei leader politici per evitare di “fare dell’Europa solo un capro espiatorio” allo scopo di inseguire favori elettorali”. “Conoscere per capire e capire per agire”, le parole finali di Borsa, che ha ribadito – rivolgendosi ai presidenti e rappresentanti di numerose associazioni cattoliche presenti all’incontro – l’importanza di “formare i nostri comunicatori e formarci alla comunicazione. Le nostre associazioni in questo ambito hanno un ruolo educativo fondamentale da ricoprire per il bene del Paese e della Chiesa”.

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