Natale: mons. Ricchiuti (Altamura), “ripartire da Betlemme e farsi carico dei poveri e dei cuori feriti”

“Ritornare idealmente a Betlemme” per “creare un silenzio pieno di stupore e di meraviglia per il dono di Dio all’umanità”, e da lì “ripartire come i pastori, lodando Dio per aver visto nel Bambino-Gesù la sua gloria, e raccontare di questo straordinario e sorprendente incontro”. È l’invito di mons. Giovanni Ricchiuti, vescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, che nel suo messaggio per il Natale richiama la lettera apostolica “Admirabile signum” di Papa Francesco. Silenzio e stupore perché, scrive, “non se ne può più di luminarie pubbliche e private che sembra di essere a Las Vegas, di frenesia da consumo e ansia da regalo, di parole e di frasi vuote e retoriche, di una festa che non ti cambia la vita“. Piuttosto, “ci attendono strade e sentieri difficili; un mondo vasto e complesso; una umanità che sembra vagare nell’incertezza”, osserva il presule; “popoli affamati di giustizia, ancor prima che di pane, e in fuga da guerre e da violenze; una terra devastata e vittima di logiche di possesso e di sfruttamento”. Di qui, prosegue, “l’invito che il Bambino-Gesù rivolge in modo particolare alla Chiesa” perché “affretti i suoi passi sulle vie della pace”. È l’invito a “sostenere, ad abbracciare, a farsi carico dei più poveri, a confortare e consolare i cuori feriti”. “Tra questi nostri fratelli,” il presule ricorda “quanti in Albania sono stati colpiti dal terremoto il 26 novembre” ai quali va “la nostra preghiera, accompagnata da una generosa carità”.

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