Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Usa, la Camera dice sì all’impeachment di Trump. Migranti, Tribunale ministri accusa Salvini. Ucraina-Russia, nessun accordo sullo scambio di prigionieri

Usa, la Camera dice sì all’impeachment. Trump: vogliono annullare il voto

Donald Trump è entrato nella storia come terzo presidente Usa messo in stato d’accusa con la procedura di impeachment. Prima di lui sono finiti a giudizio solo Andrew Johnson nel lontano 1868 e Bill Clinton nel 1998. Entrambi sono stati assolti in Senato, come succederà con ogni probabilità in gennaio anche al tycoon, che conta sulla granitica maggioranza repubblicana nella camera alta del parlamento. Richard Nixon invece si dimise nel 1974 prima di essere imputato. Due i capi di imputazione: abuso di potere per le pressioni su Kiev per far indagare il suo principale rivale nella corsa alla Casa Bianca Joe Biden e ostruzione del Congresso per aver bloccato testimoni e documenti. Il voto della Camera è arrivato dopo settimane di aspre polemiche. Alla fine i due articoli sono stati approvati rispettivamente con 230 e 229 voti, tutti dem tranne tre contrari.

Migranti: abuso potere, Tribunale ministri accusa Salvini

La Giunta per le Immunità del Senato è convocata per oggi alle 13.30 con all’ordine del giorno il caso Salvini-Gregoretti. “Abusando dei poteri” da ministro dell’Interno avrebbe “privato della libertà personale i 131 migranti bloccati a bordo di nave Gregoretti Guardia Costiera italiana dalle 00:35 del 27 luglio 2019 fino al pomeriggio del 31 luglio” successivo, quando è giunta l’autorizzazione allo sbarco nel porto di Augusta, nel Siracusano. E’ l’accusa contestata dal Tribunale dei ministri di Catania a Matteo Salvini nel chiederne l’autorizzazione a procedere per sequestro di persona. M5S in serata annuncia che voterà a favore dell’autorizzazione a procedere, al contrario di quanto fece con il caso Diciotti, quando era al governo con la Lega. La Procura distrettuale aveva chiesto l’archiviazione per Salvini.

Lotta alla ‘Ndrangheta, maxi blitz dei Cc: 334 arresti

Politici, avvocati, commercialisti, funzionari infedeli dello Stato e massoni figurano tra i 334 arrestati della maxi operazione condotta all’alba dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Vibo Valentia con il coordinamento della Dda di Catanzaro. Tra loro anche l’avvocato ed ex parlamentare di Forza Italia Giancarlo Pittelli. L’operazione ‘Rinascita-Scott’ ha disarticolato tutte le organizzazioni di ‘ndrangheta operanti nel Vibonese e facenti capo alla cosca Mancuso di Limbadi. Complessivamente sono 416 gli indagati, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, omicidio, estorsione, usura, fittizia intestazione di beni, riciclaggio e altri reati aggravati dalle modalità mafiose.

Clima. Australia, giorno più caldo di sempre, allerta incendi

Continua l’emergenza incendi in Australia dove è stata registrata la temperatura media più alta di sempre, 41,9 gradi. Per il settimo giorno consecutivo il New South Wales, lo stato più popoloso d’Australia, ha dichiarato l’allerta e sono almeno 100 i roghi che i vigili del fuoco stanno cercando di domare. Emergenza anche in Australia meridionale, Queensland e Victoria del nord. L’Ufficio meteorologico australiano ha precisato che oggi è stata anche registrata la temperatura più alta di dicembre: 49,8 gradi nella città di Eucla, Australia occidentale. Il record precedente era stato seganto nel 1972 con 49,5 gradi a Birdsville, nel Queensland.

Ucraina-Russia, nessun accordo sullo scambio di prigionieri

Nulla di fatto: non ha prodotto i risultati sperati l’incontro tra rappresentanti di Ucraina, Russia e ribelli separatisti, avvenuto nella capitale bielorussa Minsk. Obiettivo era quello di discutere le condizioni relative ad uno scambio di prigionieri, in seguito all’accordo provvisorio raggiunto a Parigi, la scorsa settimana. “Le parti in causa hanno compiuto notevoli sforzi per favorire la liberazione e lo scambio degli arrestati a causa del conflitto entro la fine dell’anno – dice Martin Sajdik, Rappresentante speciale dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) – e hanno fatto seguito a quanto deciso nel vertice in Normandia su questo tema: ciononostante, sono ancora necessari alcuni passi per essere all’altezza di queste aspettative”. Le parti, però, non sono state in grado di confermare gli elenchi dei prigionieri da scambiare, né di concordare le aree da cui le Forze ucraine e i ribelli dovrebbero ritirarsi per mantenere un ‘cessate il fuoco’ duraturo.

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