Università Cattolica: Anelli (rettore), “Atenei non possono dirsi estranei alla costruzione della pace”

Gli atenei, ed ancora di più gli atenei che si definiscono cattolici, “non possono dirsi estranei alla costruzione della pace, delegandolo agli Stati e alle Cancellerie”. È con queste parole che il rettore Franco Anelli è intervenuto, questa mattina, a Milano, alla cerimonia di inaugurazione del nuovo anno accademico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. La mattina si era aperta, alle 9.45, con la celebrazione eucaristica nella basilica di sant’Ambrogio presieduta da mons. Mario Delpini, arcivescovo di Milano e presidente dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi superiori. Ospite d’eccezione della cerimonia di inaugurazione, nell’aula magna di via Largo Gemelli, il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, che ha tenuto una prolusione dal titolo: “Una diplomazia al lavoro per la pace”. “La sua presenza testimonia la vicinanza della Santa Sede alla nostra comunità accademica”, ha sottolineato il rettore Anelli che si è soffermato sul ruolo giocato dalle università nella costruzione della pace: “In questa impresa – ha detto – le istituzioni culturali e formative sono mobilitate per una specifica ragione: perché i conflitti hanno con innegabile evidenza una radice sempre più profondamente culturale, e dunque le condizioni di possibilità della coesistenza pacifica, della collaborazione tra i popoli e di una prosperità diffusa possono scaturire soltanto dalla capacità di far dialogare tradizioni e modelli sociali differenti”. Per il rettore però non si tratta “soltanto di promuovere processi di internazionalizzazione delle attività di ricerca e di insegnamento”, ma di “partecipare all’elaborazione di un pensiero nuovo”. Un impegno, ha ricordato Anelli, che è “stato rinnovato dal Santo Padre in un discorso tenuto il 4 novembre scorso agli esponenti della Federazione internazionale delle Università cattoliche. Di fronte alle urgenze poste dallo sviluppo delle scienze e delle tecnologie, dall’evoluzione critica dei rapporti economici e sociali, da una generale ‘crisi’ dell’umano, il Santo Padre ha ammonito le università a interrogarsi ‘sul contributo che esse possono e devono dare per la salute integrale dell’uomo e per un’ecologia solidale’”.

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