Riprenderanno nel 1991 le Settimane Sociali?

da Sir 10/1989

Il Presidente della CEI, card. Ugo Poletti, ha insediato ufficialmente giovedì 8 marzo il Comitato scientifico organizzatore delle Settimane Sociali. Nella riunione sono stati esaminati alcuni problemi organizzativi, in vista della preparazione della nuova serie delle settimane sociali che prenderà il via probabilmente entro l’estate del ’91. Lo ha detto all’agenzia SIR il presidente del Comitato, mons. Fernando Charrier, vescovo ausiliare di Siena, il quale ha però precisato che data e tema non sono stati ancora stabiliti. “Abbiamo solo deciso – ha aggiunto – di effettuare l’8 maggio prossimo un primo seminario di studi, cui seguirà alla fine di giugno un altro incontro, questa volta allargato ad alcuni esperti. Verranno così definite le aree tematiche, che poi saranno presentate alla sessione autunnale del Consiglio Permanente. Speriamo di poter effettuare la prima settimana sociale entro l’estate del ’91. Sarebbe una bella coincidenza con il centenario della “Rerum novarum””. Tuttavia mons. Charrier ha preannunciato che il tema dovrà essere ricercato nei settori che riguardano l’etica, l’Europa o i problemi sociali. Il comitato ha anche incaricato mons. Charrier di scegliere il vicepresidente, che deve essere un laico, e i due membri che integreranno la giunta, composta da presidente, vicepresidente e segretario. Ricordiamo che del comitato fanno parte oltre a mons. Charrier e al segretario, il prof. Pietro Borzomati, mons. Giovanni Saldarini, neo Arcivescovo di Torino, mons. Salvatore De Giorgi, arcivescovo di Taranto, mons. Silvano Burgalassi, padre Angelo Macchi, il prof. Adriano Bausola, il prof. Giuseppe De Rita, il prof. Gabriele De Rosa, la prof.ssa Maria Mariotti, il prof. Romano Prodi e il prof. Sergio Zaninelli. Verrà creata, inoltre, una struttura stabile per tutta l’attività organizzativa e i collegamenti con i centri di documentazione.   Nuovi aspetti delle settimane. Come è stato ampiamente spiegato in sede di presentazione della nota pastorale “Ripristino e rinnovamento delle settimane sociali dei cattolici italiani” la nuova Serie non intende essere solo una continuazione di quella interrottasi nel 1970. Da questo punto di vista, dunque, la 41ª settimana sociale e quelle a seguire introdurranno alcune novità, che mons. Charrier così riassume: “Innanzitutto la responsabilità primaria è passata dalla S. Sede alla CEI, come testimonia il fatto che a capo del Comitato scientifico organizzatore vi sia un Vescovo nominato dal Consiglio permanente. In secondo luogo è stato formato un vero e proprio comitato: in precedenza, infatti, vi erano il presidente e il segretario. Il gruppo veniva allargato poi di volta in volta con alcuni esperti. Il terzo aspetto nuovo è che la responsabilità è interamente del comitato organizzatore e ciò comporta che le conclusioni delle singole settimane sociali non avranno necessariamente carattere magisteriale. Infine c’è la questione della scadenza, che sarà normalmente triennale. Si vuole infatti dedicare un anno alla preparazione, un anno al momento collegiale, e un anno alla diffusione di quanto è emerso. Scopo di queste settimane sociali è infatti quello di accompagnare il cammino pastorale delle comunità”.   Le scuole di formazione sociale. La rinnovata attenzione dei vescovi italiani verso i problemi sociali è testimoniata inoltre dalla nota pastorale sulla “formazione all’impegno sociale e politico”, di cui si sta occupando in questi giorni il Consiglio permanente. Essa si propone, come precisa lo stesso mons. Charrier, di offrire indicazioni e spunti di approfondimento, non di regolamentare le scuole sorte un po’ ovunque in tutta la Penisola. Proprio di recente l’ufficio CEI per i problemi sociali e il lavoro ha promosso un censimento al quale hanno risposto 91 scuole, 36 delle quali sono nate nell’ultimo biennio: 46 sono diocesane, 16 sono sorte per iniziativa dell’Azione Cattolica, 15 di C.L. o di M.P. e 15 a cura di altri enti. Ma tutto questo fervore di iniziative della base, cui si aggiunge adesso la ripresa delle settimane sociali, va considerato solo come un fenomeno casuale? “Non credo – risponde mons. Charrier – perché proprio le settimane sociali sono il frutto di una precisa scelta operata durante il Convegno di Loreto. Il boom delle scuole sociali è venuto dopo, quasi come una conseguenza. Del resto le stesse settimane sociali vogliono diventare un punto di riferimento per tutte le altre iniziative, e non certamente una sovrapposizione”. Riferendosi poi in particolare alle scuole di formazione politica mons. Charrier ha detto che esse rappresentano un settore della dottrina sociale della Chiesa. “Le scuole cioè si rivolgono ai credenti perché vivano e operino nel sociale alla luce degli insegnamenti del Vangelo”. Alla tesi secondo cui le scuole riempirebbero gli spazi lasciati liberi dalle associazioni mons. Charrier ha detto di credere “in parte”. “Piuttosto – ha aggiunto – si è verificato un fenomeno analogo a quello della pastorale del lavoro. Accadde infatti che negli anni ’60 la Chiesa si assunse la responsabilità diretta di questo settore pastorale. Così oggi c’è una uguale assunzione di responsabilità per quanto riguarda la catechesi sociale: anche questa è una parte del Vangelo che la Chiesa italiana deve annunciare. Mons. Charrier ha quindi sottolineato l’importanza dei laici in tutta questa opera di annuncio: “La “Christifideles laici” – ha concluso – conferma che siamo in profonda sintonia con il Pontefice e quindi l’attualità del cammino intrapreso”.

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