Ripensare la democrazia

Da Sir 69/2004

Mons. LORENZO CHIARINELLI , vescovo di Viterbo e presidente del Comitato scientifico-organizzatore delle Settimane sociali, presentando (il 1° ottobre) ai giornalisti la 44ª Settimana sociale dei cattolici italiani, in programma a Bologna, dal 7 al 10 ottobre, sul tema “Democrazia: nuovi scenari, nuovi poteri” (cfr Sir 43, 64 e 66/2004), ha elencato alcune “figure” di democrazia “che stanno sempre più prendendo piede” e da cui “è bene guardarsi”: la “democrazia elettorale”, in cui “il cittadino è ridotto ad elettore”, la “democrazia mercantile”, che “concepisce il cittadino come consumatore”, o la “democrazia mediatica”, in virtù della quale “il cittadino è un semplice utente, fruitore di ‘linee’ comunicate e recepite passivamente”. Interrogato sul motivo dell’assenza dei politici ai lavori della Settimana, Chiarinelli ha spiegato che “è stata una scelta previa, in modo da non trasformare la Settimana sociale in Settimana politica”. “Non si è trattato di disattenzione”, ha aggiunto: “Abbiamo deciso di partire non già dal dato dei cattolici che operano in politica, ma di andare alla radice del confronto tra i cattolici in questo ambito, senza polarizzarlo con espressioni politiche che accentrano l’interesse ma non consentono il dialogo”. 1.034 gli iscritti alla Settimana, di cui 496 provenienti dalle diocesi e 227 dal mondo associativo e delle Fondazioni; 33 i vescovi, con 30 volontari e 40 relatori.

“INTELLETTUALI” E “POPOLO”. La prossima Settimana sociale non sarà solo “una Settimana di intellettuali, ma di popolo”, cioè di “cattolici che vogliono discutere insieme di temi di attualità, partendo dalla consapevolezza di essere una parte importante della società e di poter dare il proprio contributo di idee finalizzato alla crescita nazionale e internazionale” del Paese. Lo ha detto GIUSEPPE DALLA TORRE, rettore della Lumsa, osservando come tra le “novità” più rilevanti di cui il dibattito attuale sulla democrazia deve tenere conto, ci sia l’emergere di “nuovi poteri”. “Tradizionalmente, il potere per eccellenza in Italia viene considerato il potere politico”, ha spiegato il relatore soffermandosi sulla “continuità” tra la scorsa edizione della Settimana sociale, svoltasi a Napoli nel 1999 sul tema della società civile, e la prossima edizione: “Oggi bisogna invece fare i conti con l’ascesa di poteri nuovi, come quello economico-finanziario, ma anche scientifico-tecnologico o informatico”. Tutti poteri, quelli citati, “trasversali e transnazionali”, che però “tendono a porsi come autoreferenziali e sui quali è difficile avere chiarezza”. Di qui la necessità, per il relatore, di “ripensare la democrazia” a partire dalla coscienza che “il potere politico ha oggi le armi spuntate rispetto ai poteri emergenti” e tenendo presente come scenario “la società civile internazionale”: un mondo “sempre più ricco e più vitale”, un “tessuto sempre più fitto in cui la dimensione internazionale planetaria assumono connotati completamente diversi da quelli tradizionali”. Tra i temi di Bologna, ha informato Dalla Torre rispondendo alla domanda di un giornalista, ci sarà anche quello delle riforme istituzionali, affrontato nell’ottica della “transnazionalità” ma anche della “transizione infinita” che caratterizza lo scenario politico nostrano. “Quello delle riforme – ha commentato – non è un ‘discorso di serie B’, ma sarebbe effimero un processo di riforma che non guardasse all’Europa, o non tenesse conto della dimensione internazionale”.

IL “DEFICIT” DI “CAPITALE CIVILE”. Il nostro Paese soffre oggi di un “deficit” di “capitale civile”, e i cattolici devono “convergere su questo obiettivo”, che è “preliminare” alla “politica intesa in maniera partitica o in termini di schieramento”. Ad affermarlo è stato STEFANO ZAMAGNI, docente di economia all’Università di Bologna. “Il modello attuale di democrazia competitiva, nato per selezionare l’élite e metterla al riparo da tentazioni totalitaristiche è ormai obsoleto”, ha fatto notare il relatore, secondo il quale “non si può ridurre la democrazia a calcolo di voti e di consenso, altrimenti si trasforma in mero proceduralismo”. C’è, invece, “un livello di azione politica che precede l’azione partitica o di schieramento”, e per Zamagni è proprio “la costruzione del capitale civile l’obiettivo verso cui i cattolici possono convergere”, senza “rieditare operazioni che appartengono ormai al passato”, come l’unità dei cattolici in un unico partito. Il “primo ingrediente” del capitale civile da costruire è secondo l’economista “la fiducia, senza la quale l’economia di mercato tende a produrre risultati perversi”. Anche questioni come il “conflitto di identità”, ha osservato Zamagni, “non possono essere trattate con gli stessi strumenti con cui si affronta la questione del conflitto di interessi”, ma partendo anzitutto dal “dialogo”. Altro errore da evitare, ha concluso il relatore, è quello di concepire la democrazia “solo in termini di voto. C’è anche il voto economico: ognuno di noi come consumatore esprime un voto, dà un segnale al mondo della finanza. La vera democrazia economica va declinata anche attraverso il principio della responsabilità sociale del consumatore, non solo delle imprese”. Alla conferenza stampa di Roma è intervenuto anche in videoconferenza mons. ERNESTO VECCHI, vescovo ausiliare di Bologna, che ha illustrato l’impegno della sua diocesi per rendere la prossima Settimana sociale un vero “evento di popolo”, con iniziative che coinvolgono la città.

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