Manovra al via

Il premier Conte e il ministro dell’Economia Gualtieri si dichiarano soddisfatti della meta raggiunta, anche se si rendono ben conto che, in fondo, si tratta solo di una tappa nella infinita maratona che il governo dovrà correre in futuro

C’è maratona e maratona! Particolarmente impegnativa, anche se corsa da seduti, quella portata a termine alle 5 del mattino di mercoledì dal Consiglio dei ministri per arrivare a inviare in tempo a Bruxelles il Documento programmatico di bilancio (Dpb), oltre che per approvare (“salvo intese”) la legge di Bilancio del 2020 e il decreto fiscale collegato alla manovra. Il premier Conte e il ministro dell’Economia Gualtieri si dichiarano soddisfatti della meta raggiunta, anche se si rendono ben conto che, in fondo, si tratta solo di una tappa nella infinita maratona che il governo dovrà correre in futuro. Sterilizzata l’Iva anche per il 2020 (era questo l’obiettivo principale); riduzione (anche se solo… embrionale) del cuneo fiscale con lo stanziamento di 3 miliardi che dovrebbero consentire di rendere “leggermente” più pesanti le buste paga di milioni di lavoratori. Punto qualificante il contrasto all’evasione fiscale e tributaria attraverso misure che prevedono da una parte l’inasprimento delle pene per i grandi evasori, il contrasto alla somministrazione illecita di manodopera e all’aggiramento delle normative contrattuali, alle frodi sui carburanti e nel settore dei giochi pubblici (ci sarà un registro unico degli operatori); e dall’altra – come ha precisato il premier – misure che si concentrano sulla incentivazione all’utilizzo della moneta elettronica e ai pagamenti digitali “per favorire l’emersione dell’economia sommersa”, ma “senza penalizzare nessuna categoria produttiva” e soprattutto (qui però è lecito qualche dubbio) “senza rendere più difficoltosa la vita ai cittadini”. Non viene trascurato qualche intervento per la famiglia (anche se in misura sempre limitata) e per il sostegno ai disabili. Nell’ambito pensionistico viene confermata la “Quota 100” (ma non si diradano tutti i dubbi sulla sua opportunità) e viene prorogata l’“Opzione donna”. Un lieve aumento delle risorse destinate alla Sanità dovrebbe permettere la cancellazione del superticket a settembre 2020. Stanziamenti, contributi e incentivi anche nell’ambito degli investimenti pubblici e privati nella prospettiva ambientale del “green new deal”. Incentivi all’industria “4.0” e anche alla Formazione “4.0”. La proroga alle detrazioni per la riqualificazione energetica e anche per le ristrutturazioni edilizie (mobili ed elettrodomestici compresi…). Stanziamenti per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego. L’impegno ad un piano articolato per il Mezzogiorno… Un insieme di provvedimenti, dunque, che assomiglia un po’ al “libro dei sogni”, non avendo voluto trascurare, almeno formalmente, quasi nulla (a parte, ad esempio, l’emergente discriminazione per la scuola paritaria, ben rilevata dalle associazioni del settore e dal nostro vescovo Adriano Tessarollo; ma anche la persistente disattenzione per una autentica ed efficace promozione delle famiglie e della natalità). Si è dovuto tentare di mettere insieme differenti e contrastanti esigenze, ottemperando alle normative europee e accontentando il più possibile le richieste delle parti politiche, timorose di perdere consensi. Forse però sarebbe (stato) necessario ascoltare anche altri attori politico-sociali che da tempo richiamano il governo ad uno sguardo più equo e più globale.

(*) direttore “Nuova Scintilla” (Chioggia)

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