Ponti “malati”, Pavia paga anche con il lavoro

La disastrosa situazione della rete infrastrutturale nel pavese ha reso difficile sostenere l’attività delle aziende esistenti e sperare che qualche impresa decida di trasferirsi in questo territorio. Anche il settore dell’autotrasporto ne paga le conseguenze: negli ultimi 10 anni in provincia di Pavia hanno chiuso 220 imprese, il 20% del totale, e si sono persi 610 posti di lavoro. Solo poco più del 30% di questi lavoratori è riuscito a trovare una nuova occupazione

Le gravi carenze di cui soffre il sistema delle infrastrutture della provincia di Pavia sono oggetto, da tempo, di un acceso dibattito tra politici e mondo dell’economia locale. A più riprese le associazioni imprenditoriali (in particolare la Confindustria) ricordano che nell’attuale situazione, con i ponti “malati” e la rete stradale disastrata, diventa molto difficile sostenere l’attività delle aziende esistenti e sperare che qualche impresa decida di trasferirsi nel nostro territorio. A un quadro di per sé già desolante si è aggiunto ora il grido di allarme lanciato da Cna Pavia, la più importante realtà associativa, in provincia, per l’artigianato e la piccola e media impresa. La disastrosa situazione della rete infrastrutturale ha mandato in crisi il settore dell’autotrasporto: negli ultimi 10 anni in provincia di Pavia hanno chiuso 220 imprese, il 20 per cento del totale, e si sono persi 610 posti di lavoro. Solo poco più del 30 per cento di questi lavoratori è riuscito a trovare una nuova occupazione. Nel 2008 le imprese dell’autotrasporto sul territorio provinciale erano 1.021, con 2.360 addetti; alla fine del 2018 sono scese a 802, con soli 1.750 addetti. Certo, in questa flessione ha inciso anche la crisi economica; ma lo stato pietoso in cui versano ponti e strade ha inferto un colpo durissimo. Sono numeri di fronte ai quali bisogna reagire. Per il nuovo Ponte della Becca sembrava che si fosse finalmente intrapresa la strada giusta: speriamo che con il cambio di governo non si blocchi l’iter di un’opera vitale per il futuro della nostra provincia.

(*) direttore “Il Ticino” (Pavia)

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