I tempi che cambiano

L’oggi familiare è molto buono, nonostante i pareri contrari. Vi si esercita una serena conflittualità che si rivela segno di crescita in spirito collaborativo, che non è necessariamente univoco né pre-stabilito. La famiglia attuale presenta prospettive e potenzialità da valutare e da vivificare; il problema è saperle gestire in modo appropriato, dando spazio alle esigenze educative – imprescindibili – e al valore di Famiglia, cellula creativa nella società

Mi capita talvolta di ascoltare gli sfoghi di mamme e papà che parlano dei loro figli facendo riferimento alle differenze di età: per esempio fra una figlia di vent’anni, già universitaria e la sorella minore, di dieci anni, scolara. Due età lontane, quanto un tempo non lo erano, se non per il tipo di impegno dei genitori chiamati ad educare a distanza di anni, sostenuti da una tradizione granitica.
Segno dei tempi, si dice, ed è osservazione pertinente. Di quali tempi e di quali congiunture familiari? Le risposte si fanno difficili: genitori vecchio stampo, incapacità di adeguarsi ai nuovi modelli educativi, papà e mamma spesso assenti (giustificati) a causa del lavoro fuori casa oppure poco propensi a dedicare totalmente se stessi staccandosi dagli interessi personali, carico di esperienze esterne che modificano le abitudini passate, insomma situazioni che rendono complesso il rapporto fra genitori e figli, soprattutto se le età paiono squilibranti.
Mentre la famiglia del passato sembra essere scomparsa, questo non significa automaticamente il suo abbandono, si tratta piuttosto di rintracciarne i motivi positivi per confrontarli sul come resistano all’oggi. Così si scopre che l’oggi familiare è molto buono, nonostante i pareri contrari. Vi si esercita una serena conflittualità che si rivela segno di crescita in spirito collaborativo, che non è necessariamente univoco né pre-stabilito. La famiglia attuale presenta prospettive e potenzialità da valutare e da vivificare; il problema è saperle gestire in modo appropriato, dando spazio alle esigenze educative – imprescindibili – e al valore di Famiglia, cellula creativa nella società.
In aggiunta all’elemento portante di una convinta scelta di fede – che è educazione al bene in spirito di vita e di libertà – si innesta il tema della cultura intergenerazionale. Un ragazzino di oggi è dotato di conoscenze superiori a quelle dell’omonimo di dieci anni fa, un consistente bagaglio di informazioni. Parlo di conoscenze, grazie alla tecnologia e alla comunicazione, non di intelligenza che è altro parametro e non si misura né con il tempo né con le diverse età dei protagonisti.
I dieci anni di differenza fra due fratelli possono rappresentare un abisso, che però è apparente. I due livelli si incontrano e si aggregano sulla linea educativa, la sola discriminante, insostituibile, in grado di segnare il superamento di confini posti alla crescita umana (e di fede).

(*) direttore “Il Popolo Cattolico” (Treviglio)

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