Verità vs falsità

La diffusione veloce e difficilmente arginabile delle “fake news” e della disinformazione in generale poggia sulla bramosia insaziabile di “potere, avere e godere” cui tutti siamo esposti con il rischio di lasciarci rubare “la libertà del cuore”. Occorre dunque “lasciarsi purificare dalla verità” poiché solo la verità ci può rendere liberi

Suggeriamo a tutti di meditare il messaggio di Papa Francesco – reso noto il 24 gennaio, festa del patrono dei giornalisti S. Francesco di Sales – per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali che si celebra il 13 maggio. Il tema di grande attualità, le “fake news”, le false notizie che ammorbano in particolare il web, è affrontato in modo preciso indicandone antidoti. Esse si mimetizzano apparendo plausibili, sono capziose facendo leva su stereotipi e pregiudizi, suscitando e sfruttando emozioni facili (ansia, disprezzo, rabbia, frustrazione…), contano sull’uso manipolatorio dei social network. Puntano allo screditamento e alla demonizzazione dell’altro facendo dilagare arroganza e odio. Spesso è difficile sradicarle anche perché circolano in ambienti impermeabili a correttivi e si diffondono a loro volta in forma virale. L’invito a contrastare queste falsità è rivolto a tutti: servono iniziative educative che aiutino ad evitare di diventarne divulgatori inconsapevoli oltre che vittime. La prevenzione richiede un “profondo e attento discernimento” per smascherare quella insidiosa e malefica “logica del serpente” inaugurata all’inizio della storia dell’umanità dal principe del male, “capace ovunque di camuffarsi e mordere”. Fidarsi di ciò che è falso – è l’amara lezione già da allora evidente – “produce conseguenze nefaste”. La diffusione veloce e difficilmente arginabile delle “fake news” e della disinformazione in generale poggia sulla bramosia insaziabile di “potere, avere e godere” cui tutti siamo esposti con il rischio di lasciarci rubare “la libertà del cuore”. Occorre dunque “lasciarsi purificare dalla verità” poiché solo la verità ci può rendere liberi. Una verità che ha un profondo significato relazionale e per il cristiano proprio a partire da Gesù che è “la verità”, ma per ogni uomo a partire da gesti veri, autentici, affidabili, assecondando la comunione e promuovendo il bene. “Liberazione dalla falsità e ricerca della relazione” sono i due ingredienti necessari, ben distinguendo ciò che suscita polemica, fomenta divisioni o infonde rassegnazione da ciò che invece conduce alla riflessione, al dialogo, all’operosità proficua. La pace, infatti, è la “vera notizia” che va accolta e diffusa puntando sulle “persone” che sanno responsabilizzarsi anche nell’uso del linguaggio. Il giornalista, in modo particolare, ammonisce ed esorta Papa Francesco, dev’essere consapevole che al centro di ogni notizia c’è la persona: nel suo lavoro – che è “una vera e propria missione” – deve saper generare fiducia e aprire vie di comunione e di pace. L’appello per un “giornalismo di pace” va ascoltato e seguito subito per avviare – come chiede il Papa – processi virtuosi, alternativi a clamore e violenza verbale. Con tutti i giornalisti e con tutti gli operatori della comunicazione – anzi con tutti coloro che vi sono coinvolti, cioè proprio tutti, oggi – facciamo nostra la preghiera “francescana” che chiude il messaggio: essere strumenti di pace togliendo il veleno dai nostri giudizi, portando armonia dove c’è confusione, sobrietà dove c’è sensazionalismo, rispetto dove c’è aggressività,… verità dove c’è falsità.

(*) direttore “Nuova Scintilla” (Chioggia)

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