Lotta allo spreco alimentare: in Puglia istituzioni e terzo settore si mettono in rete

Regione Puglia, Anci regionale e organizzazioni del Terzo Settore tra cui Caritas Puglia, Banco Alimentare, Banco delle Opere di Carità, Croce Rossa Italiana, Forum del Terzo Settore, FederFarma e Banco Farmaceutico, hanno sottoscritto il “Protocollo di intesa in materia di recupero e riutilizzo di eccedenze e sprechi alimentari e di prodotti farmaceutici”

Organizzarsi in rete per monitorare, raccogliere e redistribuire farmaci e prodotti alimentari inutilizzati, prodotti in eccedenza. Inseguendo questi obiettivi la Regione Puglia, insieme con l’Anci regionale e a diverse organizzazioni del Terzo Settore tra cui Caritas Puglia, Banco Alimentare, Banco delle Opere di Carità, Croce Rossa Italiana, Forum del Terzo Settore, FederFarma e Banco Farmaceutico, hanno sottoscritto il “Protocollo di intesa in materia di recupero e riutilizzo di eccedenze e sprechi alimentari e di prodotti farmaceutici”. Il progetto è uno dei primi esempi in Italia di regolamentazione regionale della redistribuzione di prodotti inutilizzati e in via di scadenza. La delibera infatti servirà per coordinare, regolare e finanziare programmi strutturati di assistenza alle fasce più svantaggiate della popolazione: “Sarà un lavoro che ci impegnerà parecchio per affinare lo strumento”, dice don Domenico Francavilla, direttore di Caritas Puglia che, insieme alle altre associazioni, ha coordinato il tavolo di lavoro del Protocollo. “Per la prima volta – aggiunge – diverse associazioni del terzo settore sono riunite in un’unica rete da una legge regionale che, così pensata, può da un lato ridurre gli sprechi e dall’altro redistribuire quanto effettivamente raccolto in favore delle persone in stato di bisogno”.

Solidarietà in rete. Non è la prima volta che associazioni, Onlus e gruppi informali si impegnano nell’offrire cibo e medicine a chi non può permettersene l’acquisto. Il Protocollo è però uno dei primi esempi in cui viene messa a punto una rete di monitoraggio, di raccolta e redistribuzione: “Sì, iniziative sensibili al tema ci sono sempre state ma si limitavano a esperienze locali o episodiche come il Banco Farmaceutico ad esempio – prosegue don Francavilla -. Ora queste esperienze sono confluite nel protocollo e servirà costruire la vera rete, insieme alla grande distribuzione, ai donatori e alle realtà capaci di costruire sul territorio quanto raccolto”.

La delibera assicura risorse per 600mila euro, e prevede un impegno di un altro milione per il 2018, in favore del protocollo.

Queste risorse, destinate per il momento ai sei capoluoghi di provincia pugliesi, serviranno in gran parte a supportare la logistica per la movimentazione delle merci e a fare campagna di promozione e sensibilizzazione. “La delibera unisce diverse esperienze del terzo settore di otto poli in Puglia, realizzando un raccordo che ci consentirà di creare una rete come punto di raccolta. E le importanti risorse della Regione danno sicurezza e garanzia per il futuro. Ma il vero punto di forza sarà la comunicazione perché solo una corretta informazione permetterà di riutilizzare quanto rischia di essere disperso ponendo un freno allo spreco. Questo è legato a uno stile di vita non corretto e a un consumismo che ormai ci prende e ci fa produrre eccedenze che non possono essere consumate”.

Invertire la tendenza. L’iniziativa arriva a poco più di un anno dalla Legge Gadda contro gli sprechi alimentari. Secondo le ultime stime di Coldiretti, in Puglia il cibo buttato sfiora le 310mila tonnellate all’anno, ogni pugliese butta nella spazzatura fino a 76 chili di prodotti agroalimentari all’anno. Cibo ancora buono. Ma il lavoro è tutt’altro che concluso: “Parte adesso tutta la fase di monitoraggio e collegamento – cocclude don Francavilla –.

Dobbiamo evitare che si creino doppioni nei territori, dobbiamo essere efficaci nell’aiuto alle persone cercando di offrire un ventaglio più ampio di prodotti.

Siamo già impegnati nel portare al tavolo di lavoro aziende della grande distribuzione”. Il rifiuto si trasforma così in dono: “Tutta la questione dello scarto è un elemento caratterizzato da una valenza spirituale. Ed è in progetti come questo che diventa fattuale e concreto. Bisogna invertire la tendenza, ciò che è scarto per qualcuno può rappresentare una risorsa per altri”.

Altri articoli in Territori

Territori