Santa Sede-Cina: mons. Celli, “si è aperta una porta che difficilmente può essere richiusa”

“Il cammino è iniziato con Papa Giovanni Paolo II, accompagnato dai cardinali Casaroli e Silvestrini. A distanza di tempo posso dire che fu una terna provvidenziale”. Così l’arcivescovo Claudio Maria Celli, in occasione della presentazione del libro “L’accordo fra la Santa Sede e la Cina. I cattolici cinesi tra passato e futuro”, pubblicato da Urbaniana University press. “Non sono stati degli inizi facili – ha riconosciuto -. Il primo incontro in ambasciata cinese a Roma fu cortese ma dai contenuti non facili. Rispetto ad allora il clima è cambiato: c’è un rapporto di reciproco rispetto e credo anche reciproca stima che nei primi anni del mio lavoro non credo fossero evidenti. Credo sia evidente che l’atteggiamento renda lo stile del dialogo. Devo riconoscere che dopo 70 anni non solo il cammino ha avuto bisogno di un rodaggio consistente ma anche di un graduale avvicinamento”. “A chi mi chiede quale sia la portata storica dell’accordo posso dire che oggi tutti i vescovi cinesi sono in comunione per la prima volta dopo 70 anni con tutti gli altri vescovi”. “Si è aperta una porta che difficilmente può essere richiusa. Per me questo è fondamentale. Quando si apriranno gli archivi si conosceranno le storie di vescovi cinesi che hanno testimoniato una fede profonda in Dio e nel popolo cinese”. Infine, mons. Celli si è soffermato sulla parola indipendenza, “che in passato significava netta separazione dal Papa. Oggi non ha più questa accezione e ciò è foriero di un cammino dei rapporti”.

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