Musica: cori di montagna, i Crodaioli di Bepi De Marzi sospendono dopo 60 anni l’attività concertistica

L’annuncio è arrivato quest’oggi, dalla pagina Facebook di una tra le più celebri formazioni canore di montagna: “I Crodaioli” di Bepi De Marzi hanno deciso di sospendere l’attività concertistica. “Data la sofferta decisione del nostro maestro, Bepi De Marzi, di abbandonare la direzione del coro per gravi motivi fisici, dovuti a problemi di udito – si legge nel post -, ed in seguito, alla scelta dei coristi di non voler proseguire senza colui che li ha guidati sin dall’inizio della storia del sodalizio, a malincuore, comunichiamo che il coro I Crodaioli ha cessato la propria attività canora”. La settimana scorsa era arrivata, come un fulmine a ciel sereno, l’annuncio che Bepi De Marzi aveva deciso di lasciare il suo amatissimo coro, fondato e diretto fin dal 1958. Cancellati i 15 concerti programmati da qui a Natale. “È una decisione definitiva – ha dichiarato l’84enne De Marzi dalle colonne de ‘Il Giornale di Vicenza’ – soprattutto perché ho problemi di ricezione delle frequenze sonore e non posso più dedicarmi alla musica”. Tante sono le cante di montagna divenute famose grazie ai Crodaioli, la formazione canora di Arzignano (Vicenza). Tra queste la più famose è senza ombra di dubbio “Signore delle cime” – conosciuta in tutto il mondo e tradotta persino in giapponese –, scritto da un allora 23enne Bepi De Marzi in memoria della prematura scomparsa dell’amico Bepi Bertagnoli, travolto da una slavina sulle Piccole Dolomiti il 7 aprile 1951. Nei Crodaioli si sono alternati in questi sessant’anni oltre 220 coristi, che sono stati protagonisti di oltre 2.000 concerti e di tournée internazionali. Lo scorso anno il presidente Mattarella aveva nominato Bepi De Marzi commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica e al Quirinale i Crodaioli avevano cantato in occasione del centenario della fine della Grande Guerra. Ora, come spiega lo stesso De Marzi, non vi sarà alcun concerto d’addio. “Dopo i due mesi del tradizionale riposo – spiega dalle colonne del quotidiano vicentino – ci siamo trovati nel cortile della nostra sede in collina. C’era la brezza di agosto sulla soglia di settembre. Abbiamo cantato sotto le stelle, con la luna all’ultimo quarto e senza dire parole abbiamo capito che non ci sarebbe più stato il tempo per la luna nuova”.

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