Incendio nel capannone dei migranti: mons. Caiazzo (Matera), “non possiamo accettare l’indifferenza e il disprezzo”

“Abbiamo messo a disposizione diverse nostre strutture per accogliere e aiutare a integrarsi. Ora ci troviamo di fronte al dramma umano che ci interpella seriamente: non si può rimanere indifferenti e non possiamo tradire l’insegnamento cristiano”. Lo scrive l’arcivescovo di Matera-Irsina, mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, nella lettera indirizzata ai sacerdoti diocesani, dopo l’incendio che è divampato ieri, nell’area della Felandina, tra Bernalda e Metaponto, in un capannone dove vivono decine di migranti, impegnati nella raccolta nei campi agricoli. Nel rogo è morta una giovane donna. “Ci siamo subito attivati con il coinvolgimento della Caritas diocesana e in sinergia con le Istituzioni locali, per dare il nostro necessario supporto”, riferisce il presule, che ringrazia i confratelli sacerdoti di Bernalda e Metaponto per “come da sempre sono stati presenti concretamente e nel silenzio accanto a centinaia di fratelli e sorelle accampati in quella zona”. Da mons. Caiazzo l’invito a rigettare “la cultura dei distinguo che non ci appartiene” e a pregare Dio, che “vede e provvede al di là degli opportunismi umani o interessi di parte e che agisce attraverso gli uomini e le donne di buona volontà”. “In quanto cristiani – aggiunge – non possiamo accettare l’indifferenza e il disprezzo che fanno parte di una umanità senza Dio. Altri interessi dominano la scena di questo mondo”. Infine, l’incoraggiamento rivolto ai sacerdoti della zona a “collaborare con la Caritas diocesana perché tutto sia ben coordinato”.

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