Agricoltura: in Europa e in Italia crolla la produzione di mele e pere per colpa del clima avverso

In Europa e in Italia crollano le previsioni di raccolto di mele e pere. Colpa del clima avverso che ha, di fatto, tagliato buona parte delle produzioni. I dati più affidabili sono emersi nel corso di Prognosfruit, la conferenza annuale dei produttori che si sta svolgendo al Castello di Alden Biesen, in Belgio.
Per quanto riguarda le mele le stime per il 2019 indicano in Europa una produzione pari a 10 milioni e 560mila tonnellate, in calo del 20% rispetto a quanto raccolto nel 2018 (anno comunque record per il settore). Alla base del risultato, le pessime produzioni in Polonia e nell’Europa Orientale. Solo in Francia e Portogallo sono previsti aumenti di produzione, anche a due cifre. Per quanto riguarda l’Italia la situazione non sembra così disastrosa: le stime indicano un raccolto di due milioni e 194.762 tonnellate cioè un livello di poco inferiore a quello del 2018 e in linea con la media 2014-2018. Fra le aree italiane dove la melicoltura è una delle principali coltivazioni, in Trentino la produzione è attesa in calo dell’8% circa, in Alto Adige ci si aspetta invece lo stesso raccolto del 2018, leggermente in ribasso in Emilia Romagna e Friuli, stabile in Piemonte. In generale, per la quasi totalità dei Paesi produttori, ci si attendono calibri generalmente inferiori alla media; in contrazione anche il numero di varietà poste in commercio. Stando ai tecnici, alla base del calo è l’andamento climatico e in particolare le gelate.
Il raccolto di pere, invece, è previsto in circa due milioni di tonnellate, con un calo del 14% rispetto al 2018. In questo caso, è prevista una drastica riduzione in Italia che potrebbe arrivare solo a 511mila tonnellate: il raccolto più basso degli ultimi dieci anni con un -30% sul 2018 e un -29% sulla media degli ultimi tre anni.
Anche in questo caso, alla base del tracollo produttivo è il clima che proprio sulle pere, è stato spiegato a Prognosfruit, pare abbia avuto un impatto pesante. In particolare, a tagliare la produzione sarebbero state le basse fioriture, influenzate dal raccolto elevato, dal caldo della scorsa stagione e dalle piogge.

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