Papa Francesco: udienza, Edith Stein esempio “contro ogni forma di intolleranza e di perversione ideologica”. Un pensiero ai bambini accolti da Auxilium

(Foto Vatican Media/SIR)

“Quante volte ci rivolgiamo a Dio chiedendogli di avere dei beni materiali, ma Egli ci insegna a chiedere prima il Suo Regno, e tutto il resto ci sarà dato a tempo debito. Egli così ci apre il cuore alla vera ricchezza e ci guarisce dalle nostre infermità materiali e spirituali”. Lo ha detto, stamattina, Papa Francesco, nei saluti ai pellegrini di lingua araba, in particolare a quelli provenienti dagli Emirati Arabi, dall’Iraq, dall’Egitto e dal Medio Oriente, dopo la catechesi sugli Atti degli Apostoli, nella prima udienza generale di agosto, in Aula Paolo VI.
Rivolgendosi ai pellegrini polacchi il Pontefice ha auspicato che le vancanze non offrano “solo la possibilità di riposarsi, ma anche l’opportunità per ravvivare i legami d’amore con Dio e con gli uomini. Non trascurate la preghiera quotidiana, la partecipazione all’Eucaristia domenicale e la condivisione del tempo con gli altri”. Di qui l’invito: “Contemplate la bellezza del creato, glorificando l’onnipotenza, la saggezza e l’amore del Creatore”.
Infine, nei saluti ai pellegrini di lingua italiana, ha rivolto un pensiero alle partecipanti al Capitolo generale delle Missionarie Figlie della Sacra Famiglia di Nazaret e le Figlie della Passione di Gesù Cristo e dei dolori di Maria. “Con affetto” ha salutato “i bambini profughi ospiti della cooperativa Auxilium”. “Dopodomani – ha concluso – celebreremo la festa di Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein), vergine e martire, compatrona d’Europa. Invito tutti a guardare alle sue scelte coraggiose, espresse in un’autentica conversione a Cristo, come pure nel dono della sua vita contro ogni forma di intolleranza e di perversione ideologica”.

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