Colombia: vescovi, “libertà minacciata, serve spinta al dialogo e alla riconciliazione”

La Conferenza episcopale colombiana ha diffuso ieri, durante una conferenza stampa, un messaggio alla nazione, in coincidenza con il bicentenario dell’indipendenza, celebrato con il Te Deum nella cattedrale della capitale Bogotá, oltre che in numerose città. “Il dono della libertà, che i colombiani celebrano nel compimento dei duecento anni della liberazione, è un invito a guardare al futuro con speranza”, si legge tra l’altro nel messaggio, “e a promuovere una trasformazione culturale che ci permetta di proseguire nel cammino di libertà”.
Del resto, riflettono i vescovi, “il compito della libertà non è ancora concretizzato e anzi essa è spesso minacciata”, da diversi fattori, come l’individualismo, la polarizzazione, lo squilibrio economico causato dall’ingiustizia sociale, la mancanza di opportunità, la corruzione, i processi economici e culturali che aggrediscono il creato, il narcotraffico, la distruzione della vita umana e la mancanza di coscienza del suo sacro valore. La lotta contro le schiavitù che ci minacciano, si riflette nel messaggio, inizia dal cuore di ciascun colombiano”. Da qui l’invito ad “aprire le nostre vite per accogliere Cristo e il suo Vangelo”, il suo amore “che sempre ci perdona e ci spinge a riconciliarci”.
Secondo i vescovi “è necessario essere una comunità nazionale con uno spirito comune, con un gran progetto e una responsabilità solidale degli uni per gli altri”. Una vera e propria rivoluzione culturale, un compito che non si raggiunge se non attraverso “la spinta permanente al dialogo, per porre fine alla violenza e trovare cammini di riconciliazione” e il collocare “al centro di tutta la vita politica, sociale ed economica la dignità della persona umana e del bene comune”.

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