Terremoto Centro Italia: mons. Pompili (Rieti), “tre anni dopo, ritardi della ricostruzione, spopolamento e burocrazia senza deroga”

“A tre anni dal terremoto siamo comprensibilmente centrati sui ritardi della ricostruzione, sullo spopolamento, su una burocrazia che non conosce deroga, sul disamore che si intravvede rispetto a questa bellissima terra. Questo è il mondo vecchio. Non basta però quest’analisi indiscutibile. Occorre un’altra cosa: ci vuole una ‘visione’. Questo è il mondo nuovo”. Lo ha detto il vescovo di Rieti, mons. Domenico Pompili, nell’omelia della messa che ha celebrato stamani, ad Amatrice, nel palazzetto dello sport, nel terzo anniversario del terremoto che ha colpito il Centro Italia. “A dire il vero, più che una visione in questi tre anni sono prevalsi ‘punti di vista’ diversi, anche a motivo dell’alternarsi di Governi, di responsabilità personali, di varia umanità – ha osservato il presule -. E la tendenza ogni volta è stata quella di ricominciare daccapo, nel modo esattamente contrario a chi è venuto prima”. L’”effetto” indicato dal vescovo è quello dello “stallo”. “Senza un progetto, cioè senza un respiro lungo non si va da nessuna parte. E come si vede, proprio in questi giorni, l’Italia stessa boccheggia”.

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