Crisi di governo: Rossini (Acli), “ora riforme coraggiose su lavoro, fisco e previdenza”

“Auspichiamo che le forze politiche, dopo le consultazioni con il presidente della Repubblica, siano in grado di trovare un accordo in discontinuità programmatica, ascoltando l’esperienza e la forza della società civile, del sindacato e del terzo settore”. Lo afferma il presidente nazionale delle Acli, Roberto Rossini. “Come Acli affidiamo alle forze politiche alcune proposte concrete – aggiunge -. È necessario prima di tutto puntare sulla formazione professionale, per i giovani e per gli adulti, in modo da rafforzare nel Paese la principale politica attiva per l’inserimento nel mondo del lavoro. In secondo luogo bisogna avere il coraggio di riformare in maniera organica il sistema previdenziale, che negli anni è progredito per sedimentazioni successive, per ristabilire un’equità intergenerazionale”. Tra gli altri punti sui quali, secondo Rossini, sono necessari interventi, l’immigrazione: “Bisognerebbe abbandonare delle politiche ciniche e seguire quello che dice Papa Francesco: accogliere, proteggere, promuovere e integrare”. In merito al fisco, “la flat tax avrebbe appiattito la situazione del contribuente e svantaggiato i ceti popolari, occorre dunque un approccio più personalizzato e adeguato alle diverse situazioni sociali dei cittadini”. La proposta di Rossini è quella di “iniziare da una regolamentazione della tax expenditure, ovvero l’uso delle agevolazioni fiscali, delle detrazioni e delle deduzioni, per adattarlo alla situazione contributiva delle persone fisiche e giuridiche” Infine, l’incremento dei livelli occupazionali, che “va fatto attraverso un vero piano di investimenti in infrastrutture e nei settori produttivi più innovativi e non nei servizi di scarso valore aggiunto e dequalificato”. “Sul Reddito di cittadinanza proponiamo un miglioramento soprattutto riguardo al cosiddetto patto sul lavoro che ha bisogno di riprendere l’esperienza del Reddito d’inclusione rilanciando e le infrastrutture di welfare dei comuni e la co-progettazione con il terzo settore”.

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