Oratorio: mons. Napolioni (Cremona), “un cortile che accoglie e aiuta a non restare soli”

“L’oratorio, un po’ come un cortile che accoglie, offre, aspetta e chiede di ripartire, vi aiuterà a non restare soli; vi darà l’occasione di ascoltare il Vangelo e di incontrare tanti volti e tante storie”. Lo scrive il vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni, nel suo messaggio ai giovani per il nuovo anno oratoriano. “È bello sapere che il Vangelo è una tale proposta di libertà e di maturità! Gesù non ha mai sognato per noi il destino di Peter Pan – aggiunge il presule -. Al contrario, lui ha sempre avuto i piedi ben piantati sulla terra, le mani in pasta nei problemi dell’umano, soprattutto nella sua versione resa più fragile dal male e dal peccato!” . Il vescovo descrive l’oratorio come “una finestra aperta sui sogni di Dio”. “Sì, perché anche Dio sogna: non come un pazzo visionario, ma come un padre e una madre che desiderano il meglio per i loro figli, senza sostituirsi né cedere al pessimismo”. Infine, da mons. Napolioni un “compito preciso”. “Leggete e rileggete proprio il discorso di Matteo 18. Fatelo e scoprirete quanto è vero e bello ciò che ci propone! Entrate e uscite dall’oratorio, frequentatelo e cercate dentro e attorno alle sue mura, al suo cortile le tracce del Vangelo che vi serve per vivere da fratelli”.

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