Card. Pell: mons. Coleridge (vescovi Australia), “tutti sono uguali davanti alla legge”

“I vescovi cattolici australiani ritengono che tutti gli australiani debbano essere uguali ai sensi della legge e accettano di conseguenza il giudizio odierno”. Così mons. Mark Coleridge, presidente dei vescovi australiani commenta in una dichiarazione la decisione emessa oggi dalla Corte d’appello dello Stato di Victoria, con una sentenza a maggioranza di 2-1, di respingere il ricorso presentato dal cardinale George Pell. Il prefetto emerito della Segreteria per l’economia era stato riconosciuto con un verdetto unanime emesso da una giuria a dicembre colpevole di aver molestato due coristi di 13 anni nella sacrestia della cattedrale di San Patrizio a tra il 1996 e il 1997 quando era Vescovo ausiliare di Melbourne. Delle due vittime, rimaste anonime, una ha potuto testimoniare in tribunale, la seconda è morta di overdose nel 2014. Il team legale del cardinale si era rivolto alla corte d’appello dello Stato di Victoria contestando la sentenza e il processo ha avuto inizio lo scorso 5 giugno. Il cardinale è stato ascoltato dal giudice supremo della Corte suprema di Victoria, dal presidente della Corte d’appello Anne Ferguson, dal giudice Chris Maxwell e dal giudice Mark Weinberg. E’ di oggi la notizia che la Corte ha respinto il ricorso. Nella Dichiarazione, il presidente dei vescovi conferma la decisione del team legale del cardinale Pell di presentare un nuovo ricorso all’Alta corte, l’organo di giudizio finale dell’Australia. “I vescovi – scrive mons. Coleridge – si rendono conto che questo è stato e rimane un momento molto difficile per i sopravvissuti all’abuso sessuale dei minori e per coloro che li sostengono. Riconosciamo il dolore che coloro che sono stati abusati dal clero, hanno sperimentato nel lungo processo giudiziario e di appello del cardinale Pell. Riconosciamo anche che questa sentenza sarà angosciante per molte persone. Rimaniamo impegnati a fare tutto il possibile per portare guarigione a coloro che hanno sofferto molto e per garantire che le strutture cattoliche siano i luoghi più sicuri possibili per tutte le persone, ma soprattutto per i bambini e gli adulti vulnerabili”.

Il card. Pell è il più alto funzionario della Chiesa cattolica ad essere condannato per abusi sessuali. Ricopriva l’incarico di prefetto della Segreteria per l’Economia. Sospeso da Papa Francesco, a dicembre l’allora portavoce vaticano Greg Burke aveva annunciato il suo congedo dal Consiglio dei cardinali che coadiuva Francesco nel governo della Chiesa. E a febbraio, Alessandro Gisotti, già direttore ad interim della Sala Stampa vaticana, fece sapere che per garantire il corso della giustizia il Santo Padre ha confermato le misure cautelari già disposte nei confronti del card. Pell dall’ordinario del luogo al suo rientro in Australia, ossia che “in attesa dell’accertamento definitivo dei fatti al card. Pell sia proibito in via cautelativa l’esercizio pubblico del ministero e come di norma il contatto in qualsiasi modo e forma con minori di età”.

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