Caldo: Coldiretti, pecore ustionate da incendi in Sardegna. Sul web è sos aloe. Crolla produzione latte, miele e uova

Almeno 150 pecore sono morte travolte dalle fiamme in Sardegna ma anche maiali e cavalli, mentre molti animali sono rimasti ustionati nonostante i tentativi degli allevatori di salvarli. E’ il bilancio provvisorio in Sardegna del caldo anomalo che ha interessato la Penisola alimentando gli incendi, in occasione della quinta ondata di calore che attraverso l’Italia. Una situazione drammatica per gli allevatori che – sottolinea Coldiretti – provano a lenire le ferite degli animali sofferenti. Intanto è scattata la solidarietà dei cittadini sardi anche in rete per recuperare Aloe vera che aiuta a lenire le scottature che hanno segnato i greggi. “E aiuti – continua Coldiretti – sono arrivati anche per il foraggio andato a fuoco e necessario per alimentare gli animali sopravvissuti”. Quest’anno in Sardegna sono bruciati 3712,85 ettari bruciati a causa dei 1.732 incendi, numero doppio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno in cui si erano verificati 943 incendi e 1815,46 ettari bruciati, ma che e stato pero segnato dalla pioggia. L’anomalia climatica ha interessato in realtà l’intera penisola con pesanti effetti nelle campagne e nelle stalle in una estate che si classifica al terzo posto fino ad ora tra le più calde dal 1800. Per le mucche – sottolinea Coldiretti – il clima ideale è fra i 22 e i 24 gradi, oltre questo limite mangiano poco, bevono molto. fino a 140 litri di acqua al giorno, e producono meno latte. Nei pollai si registra un netto calo della produzione di uova mentre le api stremate dal caldo hanno smesso di volare e non svolgono più il prezioso lavoro di trasporto di nettare e polline con la produzione nazionale di miele prevista in calo. Secondo Coldiretti si sta verificando una tendenza alla tropicalizzazione “con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, grandine di maggiore dimensione, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal caldo al maltempo che compromettono le coltivazioni nei campi con danni per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne”. Di qui l’invito ad acquistare frutta e verdura italiana come “atto di solidarietà a favore degli agricoltori, ma anche aiuto al proprio benessere”, verificando l’origine nazionale, acquistando prodotti locali o comprando direttamente dagli agricoltori nei mercati o in fattoria.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo