Diocesi: mons. Parmeggiani (Palestrina), “ridare Dio all’uomo di oggi ed in particolare ai giovani”

È stata celebrata questo pomeriggio, a Palestrina, una messa nella vigilia della solennità del patrono della diocesi Sant’Agapito, “giovane martire prenestino, che nel III secolo, dopo aver conosciuto ed aderito al cristianesimo si rifiutò di render culto agli dei pagani che l’Imperatore Aureliano, in quell’epoca, desiderava imporre quale religione di stato” ha spiegato il vescovo di Tivoli e di Palestrina, mons. Mauro Parmeggiani. “Per tale rifiuto forte e perseverante anche davanti allo splendore del tempio e del culto alla dea fortuna primigenia assai praticato nella sua Palestrina, davanti al quale Agapito fu posto da Aureliano con la speranza che si lasciasse attrarre, egli fu martirizzato”. Mons. Parmeggiani propone un parallelo tra il contesto in cui visse il martire e la realtà odierna: “Gli ‘Aureliano’ di oggi sono molti”, da identificare con interessi personali che “in nome di una falsa idea di libertà illudono l’uomo facendogli credere di raggiungere con essa la felicità ma in realtà lo rendono soltanto più povero e infelice, più solo, più triste, depresso, disperato”. Il presule cita poi i mezzi digitali che se da un lato “possono sicuramente costituire una straordinaria opportunità di dialogo, incontro e scambio tra le persone, oltre che di accesso all’informazione e alla conoscenza”, d’altra parte rappresentano anche “un territorio di solitudine, manipolazione, sfruttamento e violenza”. Riprendendo la “Christus vivit” di papa Francesco, soprattutto a proposito di poteri mediatici forti e fake news, il vescovo di Palestrina invita a impegnarsi, sull’esempio di Agapito a “ridare Dio all’uomo di oggi ed in particolare ai giovani ancora capaci di generosità, di passioni forti, in ricerca di senso”.

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