Usa: il vescovo di San Antonio si scusa per i tweet contro Trump ma precisa, “nessuno ha il diritto morale di fare dichiarazioni razziste”

(Corpus Christi – Texas) “Chiedo scusa che le mie recenti osservazioni su Twitter non siano state incentrate sui problemi ma su un individuo”. Il vescovo di San Antonio, in Texas, mons. Gustavo Garcia-Siller, in un video Facebook indirizzato alla comunità e ai sacerdoti della diocesi fa ammenda dei tweet con cui aveva accusato Trump di razzismo e di provocare violenza e divisione. “Tutti gli individui hanno la dignità data da Dio e dovrebbero ricevere rispetto e amore come figli di Dio, specialmente nelle nostre conversazioni e nelle interazioni”, ha spiegato il vescovo che chiede e assicura rispetto per gli organi istituzionali e per l’ufficio di presidenza degli Stati Uniti. Mons. Garcia-Siller non ha ancora dimenticato la tragedia della comunità di Sutherland Springs, due anni fa, quando un giovane texano sparò ai fedeli di una chiesa battista uccidendo 26 persone tra cui una donna incinta. “Un male che non ha senso e non sarà mai compreso appieno”, ha ribadito Garcia-Siller spiegando che la tragedia di El Paso, Dayton e Gilroy, con le loro scene di orrore, ha riportato a galla con tutto il carico di dolore e di incredulità, “sentimenti travolgenti”, che lo hanno spinto a twittare senza adeguata riflessione. “Ho servito come presidente del Comitato sulla diversità culturale nella Conferenza episcopale degli Stati Uniti”, continua il prelato spiegando il suo lavoro a favore dell’incontro e del dialogo. Cita poi la lettera pastorale contro il razzismo, “un brutto cancro che infetta ancora la nostra nazione”, chiarendo che “gli atti razzisti sono peccaminosi perché violano la giustizia, rivelano l’incapacità di riconoscere la dignità umana delle persone offese. Ogni atto razzista – ogni commento, ogni battuta, ogni aspetto denigratorio come una reazione al colore della pelle, all’etnia o al luogo di origine – è un fallimento nel riconoscere un’altra persona come un fratello o una sorella”. “Nessuno ha il diritto morale di fare dichiarazioni razziste”, prosegue il vescovo con decisione e dichiara che si concentrerà su questi temi e che “queste saranno le cose su cui voglio twittare e predicare e avviare un dialogo rinnovato” perché nel Paese “stanno crescendo la paura e le molestie e, talvolta, nei discorsi pubblici americani si usa una retorica che provoca la paura di stranieri, immigrati e rifugiati” mentre servono conversazioni che siano “salutari e pacifiche”, portatrici di unità e “illuminate dal Vangelo.

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