Perù: di fronte alla corruzione dilagante e all’immobilismo del Parlamento. Mons. Castillo, “convertire situazione critica in opportunità”

Anticipare le elezioni di un anno, attraverso la modifica della Costituzione, da approvare con un referendum, di fronte al sostanziale immobilismo, dovuto agli equilibri parlamentari e ai numerosissimi casi di corruzione, che hanno riguardato quasi tutti i principali attori politici del Paese. Sta suscitando un forte dibattito in Perù la proposta del presidente della Repubblica, Martín Vizcarra, fatta in occasione della recente festa nazionale. Il presidente si è visto bloccare e modificare sostanzialmente dalla maggioranza parlamentare, che fa capo a Keiko Fujimori, figlia dell’ex dittatore ora in carcere, i progetti della riforma anti-corruzione del Governo. Da qui il tentativo di uscire dall’impasse, mentre da altri settori politici si chiede che le prossime elezioni abbiano carattere costituente. In tale contesto mons. Carlos Castillo, arcivescovo di Lima, ha invitato tutti i peruviani a “convertire questa situazione critica, che deriva dalla corruzione, in un’occasione di opportunità”. Ha inoltre chiesto alla società civile, compresa la Chiesa, di “restare ferma” di fronte a coloro che fanno resistenza rispetto alla domanda di legalità che sale dal Paese. Nel ricordare che mancano due anni al bicentenario dell’indipendenza, mons. Castillo ha rivolto un appello ai peruviani perché facciano un uso “più responsabile, maturo e socialmente efficace” della loro libertà. Cristiano Morsolin, esperto di diritti umani in America Latina, commenta al Sir: “Le importanti parole dell’arcivescovo Castillo – che conosce bene le lotte delle periferie, dei movimenti sociali contro il regime corrotto e autoritario di Alberto Fujimori, oggi in carcere con condanna a 25 anni di carcere per violazione diritti umani – ci riportano al concetto di ‘corrosione’ espresso da Papa Francesco e spiegato nel libro scritto dal cardinale Turkson. È preoccupante che il presidente Vizcarra voglia anticipare la fine del suo mandato al 2020, invece di aspettare i 5 anni di mandato costituzionale, per non riuscire a fronteggiare la corruzione dilagante. In questa situazione, personalmente sono d’accordo con la proposta di indire un’Assemblea costituente Tania Pariona, 35 anni, oggi parlamentare e presidente della Commissione della Donna e della Famiglia del Parlamento nazionale”.

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