Ambiente: dichiarazione comune Ccee e Cec, “la rete della vita non deve essere interrotta dall’avidità umana”

“Ci uniamo in preghiera perché l’umanità rispetti il pianeta. Con tutto il cuore preghiamo per le persone che nel mondo soffrono a causa dei danni ambientali causati dall’egoismo e dall’abbandono. La rete della vita non deve essere interrotta dall’avidità umana e dall’indifferenza nei confronti degli esseri umani e dell’intera creazione”. È quanto scrivono in una Dichiarazione comune i presidenti del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) e della Conferenza delle Chiese d’Europa (Cec), card. Angelo Bagnasco e il rev.mo Christian Krieger. La Dichiarazione dal titolo “La rete della vita” è stata diffusa oggi in vista del “Tempo del Creato”, un periodo che va dall’1 settembre al 4 ottobre durante il quale un numero sempre più crescente di Chiese in Europa uniscono le loro voci per “riaffermare la responsabilità nei confronti della creazione e invitare alla preghiera”. L’idea di celebrare il 1° settembre una giornata di preghiera dedicata alla Creazione è iniziata nel 1989 per desiderio del Patriarca Ecumenico Dimitrios. Nella Dichiarazione, i due leader delle Chiese europee si uniscono per “chiedere perdono”. “A causa dell’uso improprio delle risorse naturali, legate anche alla distruzione e all’inquinamento, continuiamo a infliggere una dolorosa ferita all’opera di Dio che Egli stesso definì “cosa molto buona” (Gen 1, 31)” scrivono il card. Bagnasco e Krieger. “Riconosciamo che lo stile di vita della società moderna ha conseguenze in tutto il mondo. Questo è il motivo per cui dobbiamo fermare il ciclo dell’individualismo e dell’isolamento, ricordando che siamo tutti membri di un’unica famiglia umana e che siamo tutti creati a immagine di Dio (Gen 1, 27). Pertanto, chiedendo perdono, intendiamo cambiare i nostri cuori e i comportamenti per diffondere i semi della giustizia e far germogliare i frutti della carità, contribuendo così a ripristinare la bellezza della creazione”.

Nel ringraziare Dio per il “meraviglioso dono” della natura, i responsabili dei due organismi europei rivolgono un pensiero ai “nostri fratelli e sorelle che soffrono a causa dei nostri sprechi, della avidità e, spesso, della nostra indifferenza” e invitano “ogni comunità cristiana”, “i cristiani e ogni persona di buona volontà a dimostrare la propria responsabilità nei confronti del creato, a assumere impegni concreti e saggi per lavorare come buoni custodi e per lottare contro le disuguaglianze attraverso la protezione della diversità biologica”. La Dichiarazione fa poi riferimento alle “azioni congiunte” promosse dalla Rete europea cristiana per l’ambiente (Ecen), dalla Sezione per la Salvaguardia del Creato del Ccee e da altre organizzazioni cristiane che lavorano per questo scopo. “Consapevoli della crescente urgenza del problema – concludono i due leader -, invitiamo i cristiani europei, appartenenti alle diverse confessioni riuniti negli organismi della Cec e del Ccee, e ogni persona di buona volontà a prestare attenzione al Tempo del Creato. Invitiamo tutti a celebrare il Tempo del Creato, secondo le proprie tradizioni spirituali e liturgiche, nella comune fede cristiana in Dio Creatore”.

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