Unesco: Ist. diocesano “Beato Toniolo. Le vie dei Santi” di Vittorio Veneto, “risultato importante per colline del Prosecco Conegliano Valdobbiadene, un valore aggiunto”

“Il riconoscimento come patrimonio dell’umanità delle colline del Prosecco Conegliano Valdobbiadene è un risultato importantissimo, un grande valore aggiunto, un ottimo punto di arrivo. Rappresenta, soprattutto, una straordinaria opportunità per poter realizzare la migliore custodia, valorizzazione e promozione di uno splendido territorio, dalle caratteristiche uniche al mondo”. Il presidente Diego Grando e il direttore scientifico Marco Zabotti esprimono il plauso e la soddisfazione di volontari, esperti e personale tutto dell’Istituto diocesano “Beato Toniolo. Le vie dei Santi” di Vittorio Veneto – che ha sede a Pieve di Soligo – per il prestigioso riconoscimento internazionale Unesco dell’area del prosecco superiore Docg.
“È un’occasione davvero unica per un territorio di straordinaria bellezza – affermano ancora Grando e Zabotti – in cui il lavoro dell’uomo, la tradizionale e innovativa viticoltura d’eccellenza e la tutela dell’ambiente si sposano e si integrano con un paesaggio dell’umanesimo nel quale risaltano le radici cristiane, la storia, la cultura, l’arte, l’eleganza, l’ospitalità e l’enogastronomia. In pratica, un’offerta turistica di assoluto rilievo e veramente completa, che si colloca geograficamente a metà tra Dolomiti e Venezia”.
“Da tempo il nostro Istituto si muove sul territorio con la volontà concreta e l’impegno preciso a promuovere e a favorire tutte le iniziative e le occasioni di conoscenza e fruizione di una proposta culturale e turistica di livello – osservano i due rappresentanti – e conferma la sua piena disponibilità perché nella nuova area Unesco si rafforzino consapevolezza, attività diffuse e collaborazioni che facciano risaltare al massimo la sua grande capacità attrattiva di visitatori e turisti”.
“Occorre mettere insieme il dono di una storia locale ispirata ai più alti valori ed esempi umani e cristiani, come Giuseppe Toniolo, grande innovatore dell’economia e della società – osservano -, e la prospettiva di una responsabilità nuova che affronta una sfida inedita con ottimismo, competenza, lungimiranza e senso autentico del bene comune”.
“Il riconoscimento Unesco potrà trovare il successo che tutti attendiamo sul territorio – concludono – soltanto grazie all’impegno e al lavoro convinto di tutti i soggetti che risiedono e operano nell’area interessata, in linea con le indicazioni del ‘fare rete’ e ‘costruire comunità’ che sono state peraltro condivise e ben accolte da relatori e partecipanti al convegno del 6 luglio a Pieve di Soligo” sul tema “Partecipare e costruire per fare comunità. Storia, stile e buone pratiche di un territorio che guarda al futuro”.

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