Ucraina: Shevchuk, “abbiamo invitato il Papa in Ucraina”. La risposta: “Ci penserò”. “Nessuna ombra” dall’udienza di Putin

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“L’aspettiamo in Ucraina”. “Ci penserò!”. Questo, rispettivamente, l’invito del capo e padre della Chiesa greco-cattolica Ucraina e la risposta del Santo Padre in merito ad un suo possibile viaggio apostolico. A rivelarlo ai giornalisti è stato Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, arcivescovo maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina, in una conferenza stampa svoltasi oggi presso la sede di Radio Vaticana, a conclusione della convocazione a Roma, da parte di Papa Francesco, il 5 e 6 luglio scorsi dell’arcivescovo maggiore, dei membri del Sinodo permanente e dei Metropoliti della Chiesa greco-cattolica ucraina. “L’abbiamo esplicitamente invitato il primo giorno della nostra seduta”, ha reso noto Shevchuk: “Sarebbe una possibilità molto eloquente e simbolica di far finire la guerra”, ha aggiunto, e questo non lo dicono solo i cattolici”. “Se il Santo Padre, con il suo piede, toccherà la terra ucraina la guerra finirà”, ha affermato l’arcivescovo: “Forse lo stesso Putin – ha azzardato subito dopo a proposito del presidente russo – capirà questo gesto. Perché è da lui che dipende, e speriamo che questo avvenga”. Schevchuk ha definito quello che si è appena concluso in Vaticano “un incontro voluto esplicitamente dal Santo Padre per appoggiare la nostra Chiesa, confermare la sua vicinanza alla nostra Chiesa e, attraverso di essa, la sua vicinanza a tutto il popolo che soffre per la guerra”. “Il Papa vuole che la nostra e le altre Chiese orientali si sviluppano e fioriscano”, ha assicurato l’arcivescovo, definendo l’incontro del 5 e 6 luglio un esempio del “metodo sinodale” di Papa Francesco, scandito da tre tappe – ascoltare, riflettere, agire – e caratterizzato da un clima “di ascolto e di riflessione: il Santo Padre ha voluto ascoltare, parlare da cuore a cuore”. “Siamo incoraggiati dalla possibilità di essere ascoltati dal Papa personalmente”, ha affermato Shevchuk: “Si è messa in moto una nuova metodologia per la Sede apostolica, e il Papa vuole che sia estesa a tutte le altre Chiese orientali, perché diventi una nuova prassi costante, non solo per noi ma per tutti”. Interpellato dai giornalisti in merito al fatto che la riunione con il Papa si sia svolta proprio all’indomani dell’udienza concessa al presidente Putin, Shevchuk ha risposto: “Non c’è stata nessuna ombra, anzi ci ha dato la possibilità di dire l’ultima parola. Il nostro incontro, del resto, era stato annunciato prima”.

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