Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Elezioni in Grecia, torna Nuova democrazia, Tsipras sconfitto. Africa, accordo continentale di libero scambio

Cronaca: Venezia, nave Costa rischia la collisione a riva. “Straordinario evento meteo”

La nave Costa deliziosa della Costa Crociere ha rischiato di finire contro la riva ieri a Venezia sbandando poco dopo il bacino San Marco, mentre sulla città infuriava una burrasca di grandine e vento. Secondo informazioni della Capitaneria di Porto, la prua della nave sarebbe arrivata a sfiorare uno yacht ancorato in Riva Sette Martiri, e altre imbarcazioni del servizio pubblico di trasporto, riuscendo però ad evitare l’incidente. “Ci riserviamo di avviare una tempestiva verifica per appurare se la nave avesse ricevuto i necessari permessi e ottemperato alle necessarie verifiche”, afferma il presidente dell’autorità portuale di Venezia, Piero Musolino. Costa Crociere parla di “violento, straordinario ed improvviso evento meteorologico”, sottolineando che il comandante “ha sempre mantenuto il controllo della nave pur in condizioni di estrema ed improvvisa difficoltà”.

Grecia: vince la destra di Nuova democrazia. Mitsotakis alla guida del governo al posto di Tsipras

La Grecia “rialzerà di nuovo la testa con orgoglio”: lo ha detto il vincitore delle elezioni e futuro premier greco Kyriakos Mitsotakis, secondo quanto riporta la Bbc online. Mitsotakis, figlio dell’ex premier Konstantinos Mitsotakis, ha sottolineato che le elezioni gli hanno dato un forte mandato per il cambiamento, aggiungendo però che sarà il primo ministro di tutti perché i greci sono “troppo pochi per restare divisi”. La sua Nea Dimokratia ha ottenuto il 39,5% dei voti contro il 31,3% di Syriza del premier uscente Alexis Tsipras. “Non mancherò di onorare le speranze” del popolo greco, ha aggiunto il leader 51enne. Tsipras ha dichiarato: “I cittadini hanno scelto. E noi rispettiamo il risultato, perché il cambio di governo è l’essenza della democrazia, non un paradosso. Ho fatto i complimenti a Mitsotakis. Tsipras ha affermato che Syriza ha fatto “scelte difficili” per cambiare il Paese, “pagando un alto prezzo”.

Africa: accordo per una zona di libero scambio continentale. Aderiscono 54 Paesi

Giornata storica ieri, 7 luglio, a Niamey, in Niger: dove, nel corso di un vertice straordinario dell’Unione africana, 54 dei 55 paesi membri hanno dato il loro consenso per stabilire in una zona di libero scambio continentale al pari di quella esistente nell’Unione europea. Un’iniziativa che arriva al culmine di 4 anni di negoziati, con la quale l’Africa punta ad accrescere l’interscambio interno di beni e servizi – che al momento, per via della giungla tariffaria tocca appena al 16% – riducendo al contempo la dipendenza dall’Europa con la quale l’interscambio arriva invece al 65%. Unico paese escluso al momento è l’Eritrea, che non ha partecipato ai negoziati per via del conflitto con l’Etiopia. Ma ora che i due Paesi sono in pace, Asmara ha chiesto all’Unione di poter aderire al trattato.

India: superstrada Yamuna Expressway, autobus in un fossato, 29 vittime e 18 feriti

Almeno 29 persone sono morte e altre 18 rimaste ferite nel nord dell’India quando l’autobus su cui viaggiavano si è rovesciato ed è caduto in un fossato a bordo strada. La maggior parte dei passeggeri dormiva quando stamattina si è verificato l’incidente sulla superstrada Yamuna Expressway vicino ad Agra, nello stato dell’Uttar Pradesh. L’autobus era diretto a Nuova Delhi dalla capitale statale Lucknow. La causa dello schianto è ancora sotto indagine. L’India – riferisce l’Ansa – ha le strade più mortali del mondo, con circa 150.000 morti e 470.000 feriti ogni anno. La maggior parte degli incidenti sono incolpabili a una guida spericolata, strade mal gestite e veicoli vetusti.

Iran: cancellerie del mondo preoccupate per la ripresa di attività di arricchimento dell’uranio

L’annuncio di Teheran sulla ripresa delle attività di arricchimento dell’uranio preoccupa le cancellerie del mondo. Tanto da Bruxelles quanto da Londra, Berlino e Parigi, arrivano inviti alla moderazione rivolti all’Iran che per bocca del suo vicemininstro degli Esteri Araghchi ha nuovamente ribadito di non sentirsi più vincolato ai termini dell’intesa, confermando la ripresa delle attività di arricchimento dell’uranio. L’accordo, secondo Teheran, sarebbe stato violato da Usa e Unione europea con l’imposizione di nuove sanzioni nei confronti dell’Iran, sanzioni che hanno indebolito l’economia nazionale. In conseguenza della decisione annunciata da Araghchi, i laboratori nucleari iraniani aumenteranno l’arricchimento dell’uranio oltre la soglia limite del 3.67 per cento prevista dall’accordo, dando però 60 giorni di tempo alle parti per dare vita a un nuovo quadro negoziale che riesca quantomeno a neutralizzare l’embargo sulle esportazioni di petrolio voluto da Washington. Proprio gli Stati Uniti, commenta un servizio di Euronews, ritirandosi unilateralmente dall’accordo nel 2018, hanno contribuito ad accrescere la tensione sul dossier.

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