Giovani italiani in Australia: Grigoletti (curatore volume), “la ricerca ci parla di un viaggio interiore, di crescita e di maturazione”

“Ogni anno più di 10.000 giovani italiani di età compresa tra i 18 e i 30 anni partono per l’Australia con un visto vacanza-lavoro. Di questi, il 25% completa l’esperienza degli 88 giorni nelle Farm, facendo così collocare il nostro Paese al terzo posto tra le nazioni europee. Preceduto solo da Estonia (52%) e da Irlanda (32%). Settima invece la Francia (14%), dodicesima la Germania (7%)”. Così si è espresso Michele Grigoletti, che ha curato, insieme a Giuseppe Casarotto, la ricerca “88 giorni nelle Farm australiane: un moderno rito di passaggio”, durante la presentazione a Roma, alla Camera dei deputati.
Il volume, promosso dalla Fondazione Migrantes, si propone di narrare la migrazione giovanile italiana in Australia. Grigoletti si è soffermato in particolare sulla struttura del volume che è articolato in 5 blocchi: “La prima parte indaga il fenomeno migratorio in termini statistici e sociologici, mentre il corpo centrale raccoglie più di 80 testimonianze scritte in prima persona dai giovani che hanno affrontato l’esperienza nelle Farm. A concludere gli scatti fotografici scelti tra le centinaia di ragazzi che si sono avvicinati a questo progetto e che ci mostrano le tappe di un viaggio, ancor prima che fisico, di riscoperta, di crescita e di maturazione”.
A margine del suo intervento, lo studioso ha parlato delle importanti novità introdotte dal governo australiano per facilitare il continuo flusso in entrata di giovani stranieri per rispondere alla mancanza di forza lavoro nelle imprese agricole. Fra cui “la possibilità di allungare da due a tre anni la permanenza in Australia con il visto vacanza-lavoro; di lavorare presso la stessa azienda fino a 12 mesi e l’innalzamento a 35 anni del limite di età, un’opzione che al momento riguarda solo i cittadini irlandesi e canadesi”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Riepilogo