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Inghilterra e Galles: dibattito promosso da Conferenza episcopale, “lontanissimi da un mondo in cui gli esseri umani saranno sostituiti da robot”

“Da “Terminator” a “Matrix” a “Odissea nello spazio” tanti film e libri ci hanno raccontato che i robot rappresentano una minaccia al nostro modo di vivere”, ha spiegato Eileen Cole, che ha organizzato e presentato la serata svoltasi ieri a Londra: “Questa sera vogliamo ripensare questo approccio, con professionisti del settore tecnologia, che ci spiegheranno come l’intelligenza artificiale possa essere messa al servizio del bene comune”.
“Siamo ancora lontanissimi da un mondo nel quale noi esseri umani saremo sostituiti dai robot”, ha avvertito Jaswant Sambhi, “occorre fare attenzione a quelle interpretazioni del futuro, provenienti dalla letteratura o dall’arte, che giocano sulla nostra paura di essere eliminati dalle macchine. Esiste un ampio dibattito etico interdisciplinare sull’argomento in questo momento”. Elena Sinel, fondatrice di “Acorn Aspirations & Teens in AI”, associazione che promuove le nuove tecnologie nella generazione tra i 12 e i 18 anni, ha parlato delle grandi potenzialità di questo settore mentre la figlia Victoria ha sottolineato la scarsa consapevolezza, tra i più giovani degli aspetti etici. L’imprenditore David Barker, uno dei primi a lavorare nel settore informatico, ha raccontato di aver lasciato uno stipendio di quasi 180.000 euro all’anno quando si è accorto che il suo lavoro aumentava il divario tra ricchi e poveri. Oggi è responsabile di “Tech for good”, organizzazione che lavora per mettere al servizio del bene comune della società le nuove tecnologie.

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