Esplosioni Stromboli: visita del vescovo ausiliare di Messina, “qui la natura è stata generosa ma le condizioni di vita sono aspre”

È “familiare” ed esprime una “prossimità attenta e affettuosa” l’incontro in corso di svolgimento a Ginostra e Stromboli tra gli abitanti dell’isola, provati dalle conseguenze dell’attività vulcanica dello scorso mercoledì, e il vescovo ausiliare mons. Cesare Di Pietro. Presente anche qualche turista. Il presule ha portato “il saluto paterno dell’arcivescovo mons. Giovanni Accolla e dell’intera comunità” dell’arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela. “Abbiamo voluto essere qui di persona – spiega mons. Di Pietro –, non potevamo fare a meno di esserci: è una comunità che abbiamo nel cuore, figli amati, e gli abitanti lo sanno, ma quando si è nella sofferenza e nella difficoltà, la prossimità deve essere manifestata con maggiore concretezza”. La parte più lunga della visita del presule è dedicata oggi proprio all’incontro e all’ascolto. “Questa terra è un angolo di paradiso – dice il vescovo –, del resto qui la natura è stata generosa, ma le condizioni di vita sono aspre. Non tutto quello che fa parte delle nostre comodità quotidiane qui è così scontato e reperibile. Come Chiesa, grazie anche al parroco che abbiamo voluto a guida di questa porzione di popolo, stiamo facendo la nostra parte”.

Un impegno assunto già prima che gli eventi ultimi e tragici si registrassero. “Uno dei nostri progetti è la sistemazione dei locali parrocchiali di Ginostra, luogo anche di aggregazione e di una coesione sociale che su un’isola riveste una importanza particolare”. Un “segno di speranza” che la comunità parrocchiale dell’isola chiede al vescovo presentandogli la più piccola delle residenti a Ginostra, una piccola figlia di genitori dello Sri Lanka da anni abitanti dell’isola, che dallo scorso 2 giugno, “col battesimo, è parte viva e gioiosa della chiesa locale”. In serata, nella parrocchia San Vincenzo Ferreri, a Stromboli, lo stesso vescovo ausiliare guiderà l’adorazione eucaristica e la preghiera. “Imploreremo che il vulcano si fermi e che l’attività stromboliana torni alla normalità – spiega –, che non ci siano ulteriori danni e sopratutto tragedie come quella che si è registrata e per la quale esprimiamo dolore e vicinanza”.

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