Venezuela: indignazione dei vescovi per la morte del capitano Arévalo e le torture ad un giovane, “lo Stato è responsabile”

La Commissione giustizia e pace della Conferenza episcopale venezuelana condanna con “indignazione” la morte del capitano di corvetta Rafael Acosta Arévalo dopo essere stato torturato da agenti della direzione generale di controspionaggio militare. Il capitano, che si era staccato da Nicolas Maduro, era stato arrestato il 21 giugno con l’accusa di colpo di Stato ed era arrivato in tribunale in sedia a rotelle, mostrando evidenti segni di tortura. Anche il giovane Rufo Chacon Parada è stato reso cieco dalle forze di polizia mentre manifestava per la mancanza di gas in casa. “Lo Stato venezuelano è responsabile – affermano i vescovi in una nota firmata da mons. Roberto Luckert, arcivescovo emerito di Coro e presidente della Commissione giustizia e pace, e don Saul Ron Braasch, vicario generale della stessa commissione -. Non consentiremo la manipolazione, la dissimulazione e l’attenuazione di questi fatti gravi”. Queste due vittime, proseguono, “rappresentano il grido di molti altri cittadini che sono stati sottoposti a situazioni simili ma occultate”. I vescovi denunciano “la sparizione forzata, la tortura, i trattamenti crudeli, disumani e degradanti, gli eccessi politici perpetrati con la scusa di indagini criminali, con modalità intimidatorie, punizioni personali”: “Questa condotta immorale, ignobile e disonorevole è un attentato alla dignità della persona e viola le convenzioni e i trattati sottoscritti dalla Repubblica”. “Il silenzio – affermano – non è una scelta di fronte a tanti soprusi”. I vescovi commentano l’arresto preventivo dei due funzionari della direzione generale di controspionaggio militare accusati di aver torturato il capitano Arévalo e il giovane Rufo: chiedono indagini accurate e “autopsia con esperti indipendenti” per evitare la manipolazione delle prove. Ad aver commesso questi “crimini atroci” – osservano – sono stati giovani di 22/23 anni: “È questa la generazione modello delle forze armate? Chi ha insegnato loro a provocare tanto dolore ai propri fratelli? Quali sono le responsabilità dei superiori nella catena di comando di queste istituzioni? Senza dubbio anche questi giovani sono vittime di un sistema che ha permesso un tale degrado morale e spirituale nel Paese”. I vescovi si appellano all’Ufficio Onu per i diritti umani perché “esiga dallo Stato venezuelano la fine delle violazioni dei diritti umani”.

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