Libia: Helpcode, “siamo a Tajoura per portare aiuti. Profondo dolore per le vittime del bombardamento”

“Siamo a Tajoura dall’inizio del nostro intervento in Libia. Abbiamo ascoltato le storie dei migranti piene di dolore e di speranza. E nonostante le difficoltà di intervenire in un contesto così difficile, avremmo continuato a portare i nostri aiuti per alleviare il loro dolore. Ora questo attacco ci riempie di sconforto”: lo ha detto Valeria Fabbroni, direttore dei programmi di Helpcode, una Ong che opera dal 2018 per cercare di migliorare le condizioni dei centri per migranti in Italia. Lo staff dell’Ong – che solo lunedì aveva visitato il centro alla periferia di Tripoli colpito da bombardamenti aerei che hanno provocato un centinaio di vittime – è sul posto per fornire assistenza e aiuto. “Il nostro lavoro in contesti di emergenza umanitaria è da sempre caratterizzato da princìpi di umanità, neutralità, indipendenza e imparzialità. Ed è per coerenza e rispetto di questi princìpi che abbiamo deciso d’intraprendere le nostre attività in Libia, per migliorare le condizioni dei migranti nei centri di detenzione: continueremo ad impegnarci per aiutarli per quanto ci è possibile, e parallelamente auspichiamo l’avvio immediato di soluzioni per garantire la loro sicurezza e dignità”, conclude Grassini. Attualmente Helpcode lavora in cinque centri governativi gestiti dal Dipartimento per la lotta all’immigrazione clandestina (Dcim) del governo di Concordia nazionale della Tripolitania – a Trik al-Sikka, Trik al-Matar, Al Joudeida, Khoms e Tajoura. Nonostante le difficili condizioni in cui tutte le organizzazioni e gli operatori si trovano ad agire a causa della guerra scoppiata nel Paese, Helpcode porta avanti la propria attività, proseguendo con la distribuzione di beni di prima necessità e kit igienici ai detenuti dei centri e gli interventi per migliorare l’aerazione e l’illuminazione delle stanze o ripristinare i servizi igienici. Il progetto prevede anche un’attività di protezione, ovvero la segnalazione di casi specifici di vulnerabilità a Unhcr e Oim per facilitare le procedure di ritorno volontario o di corridoio umanitario per i casi più vulnerabili.

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