Enti locali: Istat, nel 2017 entrate in calo per Province e Città metropolitane (-5%). Giù anche le spese impegnate (-9%)

Nel 2017 l’ammontare complessivo stimato delle entrate accertate per le Province e Città metropolitane, al netto dei servizi per conto terzi e partite di giro, risulta pari a 9.121 milioni di euro (-5,0% rispetto all’esercizio precedente). Le spese totali impegnate nel corso del 2017 dagli stessi enti ammontano a 9.199 milioni di euro (-9,0% rispetto all’anno precedente). Lo certifica oggi l’Istat diffondendo i dati relativi a “I bilanci di Comuni, Province e Aree metropolitane” nel 2017.
Le spese correnti ammontano a 7.312 milioni di euro e rappresentano il 79,5% del totale. Rispetto all’anno precedente, si registra una diminuzione dell’8,0% e una riduzione della capacità di spesa che risulta pari al 58,1%. L’incidenza dei redditi da lavoro dipendente raggiunge a livello nazionale un valore del 15,5%. Il valore più elevato si registra in Sicilia (33,9%), mentre quello più basso nel Veneto (9,5%).
“Il valore pro capite delle spese correnti, pari a 123 euro a livello nazionale, raggiunge – nota l’Istat – il livello più elevato nelle province della Basilicata (228 euro) e il più basso nelle amministrazioni del Friuli-Venezia Giulia (28 euro)”.
Il grado di autonomia impositiva degli enti locali aumenta di 1,1 punti percentuali e si attesta al 55,0% su scala nazionale così come in generale, a livello nazionale, aumenta il grado di autonomia finanziaria raggiungendo il 63,5%. Aumenta il grado di dipendenza dalle amministrazioni centrali che si attesta al 13,0%, mentre diminuisce di 1,3 punti percentuali il grado di dipendenza da amministrazioni locali.

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