Libia: Neri (Terre des hommes), “a Tajoura volevamo aiutare donne e bambini, stiamo accertando le vittime”

“Stiamo cercando di capire se ci sono donne e bambini tra le vittime dei due bombardamenti aerei sul centro governativo per migranti di Tajoura. In Libia molti pensano che sia stato un atto di ritorsione del generale Haftar contro l’Italia, per l’incontro segreto tra il presidente Fayez al Sarraj e il ministro dell’interno Matteo Salvini. Proviamo un senso di grande impotenza, rabbia e angoscia, perché i migranti vengono usati come strumento politico e target umano e non si vede una soluzione”: a parlare al Sir è Bruno Neri, responsabile dei progetti di Terre des hommes in Libia. L’organizzazione a tutela dei bambini è presente da un anno in Libia con una quindicina di operatori, ma le condizioni di lavoro e sicurezza sono sempre più complesse e difficili e cambiano in continuazione. Attualmente operano nel centro di Zawia (dove sono stati trasferiti i migranti che erano prima a Qasr Bin Ghashir) e a Zintane, e stanno cercando di aprire attività anche a Misurata e Sirte, in aiuto a migranti e sfollati libici, con priorità bambini e donne. Nell’hangar bombardato, vicino Tripoli, c’erano almeno 120 persone. Le fonti ufficiali parlano di 40 morti e 80 feriti. “I nostri operatori erano stati a Tajoura per pianificare un intervento diretto a donne e bambini lattanti rinchiusi nel centro – racconta Neri -. Cerchiamo di fornire supporto alimentare e psico-sociale e di migliorare le condizioni di salute, in collaborazione con Medici senza frontiere. Non è stato facile entrare, le condizioni erano quelle di tutti i centri, con centinaia di persone rinchiuse in grandi capannoni: le donne con i bambini da una parte, gli uomini da un’altra”. Neri ricorda inoltre che “sono più di 100.000 gli sfollati libici a causa del conflitto ma nessuno ne parla: vivono in campi affollati, nelle scuole, in case private. I più ricchi fuggono a Misurata e Sirte, in Tunisia o all’estero”. Terre des hommes sta realizzando anche un programma per permettere a 10 bambini libici con patologie gravi di ricevere cure in Tunisia e in Italia. Alcuni saranno operati al cuore all’ospedale pediatrico Gaslini di Genova. “C’è tanta sofferenza – dice Neri -. Da tempo stiamo proponendo, insieme alle altre organizzazioni che operano sul campo e alle Chiese valdesi, di aprire un corridoio umanitario europeo per 50.000 persone dalla Libia. Non si può andare avanti così”.

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