Eruzione a Stromboli: aperte le porte della chiesa a chi ha bisogno di riparo e conforto

“Abbiamo paura, ma siamo uniti e ci aiutiamo a vicenda”. Dopo la serie di violente esplosioni sullo Stromboli e la pioggia di lapilli in seguito alla quale sta bruciando la frazione di Ginostra, tra i cittadini è gara di solidarietà tra loro e nei confronti dei turisti presenti sull’isola. Sono questi ultimi i più spaventati da un fenomeno del quale pare non si abbia avuto alcun preavviso. In prima fila, accanto alla gente, ci sono i parrocchiani delle tre comunità dell’isola. “Abbiamo aperto le porte della chiesa a chi ha bisogno di riparo e conforto e siamo corsi in strada con i nostri concittadini, del resto – spiega Veronica Paino, ministro straordinario dell’Eucaristia a Ginostra – in questo momento possiamo solo fronteggiare la situazione generata dalla violenza del vulcano e dalla paura che noi tutti proviamo. Dobbiamo innanzitutto esserci e farci vicini. Con chi resterà – aggiunge -, questa sera si pregherà davanti a Gesù Eucaristia per chiedere aiuto, conforto e protezione”.
Intanto da Stroboli, Manuela Lo Schiavo spiega al Sir che “i più fragili, anziani e bambini in primo luogo, sono in questi minuti in viaggio verso Lipari dove trascorreranno la notte, ospiti del Comune, in attesa di capire cosa fare. Da poco un canadair ha iniziato a sorvolare l’isola: l’obiettivo è spegnere i vari focolai che i lapilli hanno acceso nella campagna e nei canneti di Ginostra. In queste ore concitate – aggiunge – abbiamo la consolazione che nessuno è rimasto ferito, e non è poco”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori