Crollo nascite: Collicelli (sociologa), “per invertire la rotta ripartire dall’educazione”

Per invertire il trend ad oggi inarrestabile del calo delle nascite nel nostro Paese, in un’intervista al Sir la sociologa Carla Collicelli ritiene “importanti” eventuali misure di sostegno alle famiglie, ma sottolinea che la complessità delle questioni in gioco, “di profondo spessore dal punto di vista antropologico, spirituale, sociale culturale” richiede un intervento educativo e valoriale. Non sono possibili “soluzioni immediate”, avverte, occorrono “processi lunghi”. Di qui l’indicazione di “partire dall’educazione: dal ruolo dei genitori e dell’istruzione scolastica” che non deve limitarsi a trasmettere skills per il mondo del lavoro e poco, ma piuttosto quei “valori che devono invece animare la vita individuale, di comunità, sociale, tra i quali anche quello di pensare alle generazioni future”. Un “discorso culturale e valoriale che tocca le corde più profonde dell’umanità e può essere affrontato solo con interventi di tipo culturale, valoriale e spirituale”. Per la sociologa, “le forze vitali, che pure esistono nel Paese, dovrebbero cercare un modo comune per intervenire: forme di alleanza per l’individuazione di contenuti”, a partire dall’inserimento di questi valori nei programmi scolastici di “nuova educazione civica”. A scendere in campo dovrebbero essere “i soggetti della società civile, i soggetti associativi, il mondo degli insegnanti e delle famiglie. Realtà che esistono e hanno le carte in regola per affrontare bene questi temi, ma occorrono un livello di collaborazione adeguato e un’azione più coraggiosa nei confronti della comunicazione e dei mass media”. Quanto alla Chiesa, che “già svolge un ruolo di grande rilievo perché è rimasta forse l’unico soggetto vitale ad insistere su questi valori portanti”, dovrebbe “individuare strategie più efficaci e adeguate ai tempi attuali, trovando forme di collaborazione con il mondo della scuola e dei mass media che facciano breccia rispetto a questa muraglia di valori che vanno in tutt’altra direzione”.

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