Laudato si’: Fiorani (Global Catholihc Climate Movement), “recepisce i risultati della scienza moderna”

La Laudato si’ letta con gli occhi di uno scienziato. Luca Fiorani lo ha fatto, indagando il rapporto tra scienza, fede e ambiente, nell’incontro con i giovani tra i 18 ed i 30 anni che stanno partecipando alla summer school residenziale di Economia civile, promossa dal Centro di Cultura di Taranto “Giuseppe Lazzati”. Un appuntamento annuale, che si conclude oggi alla Selva di Fasano, nel brindisino. Laureato in Fisica con lode, docente universitario alla Lumsa, alla Marconi e a Roma Tre, Fiorani attualmente rappresenta l’Italia al Consiglio Artico, in particolare nel gruppo di lavoro sulla protezione ambientale ed è responsabile del gruppo di interesse sulle zone costiere della European Association of Remote Sensing Laboratories. Dagli anni ‘90 si interessa di ecologia ed è membro del comitato direttivo del Global Catholihc Climate Movement. “La cosa che salta subito all’occhio leggendo la Laudato Si’– ha spiegato – è che il Papa ha ascoltato gli scienziati. Il primo capitolo dell’enciclica recepisce i risultati della scienza moderna. Inoltre, lo fa in semplicità, non con un documento pontificio classico, ostico per uno che non sia addetto ai lavori. Certo, alcune parti non sono proprio immediate ma è una lettura scorrevole, che arriva al cuore delle questioni”. Spiegando che “per uno scienziato la parola chiave è complessità”, Fiorani ha evidenziato che “ormai la scienza ha capito che è sempre più importante analizzare dei sistemi complessi”. E ha posto un esempio: “Il clima è il risultato di tanti pezzi del sistema Terra, con delle azioni e delle interazioni che possono essere non semplici. Magari noi tocchiamo un aspetto del clima e otteniamo l’effetto contrario, rispetto a quello che ci aspetteremmo. Questo per dare l’idea di cosa sia la complessità. Nella Laudato Si’, colpisce come il Papa faccia molto uso di questa complessità”.

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