Salute: in Europa muoiono più persone a causa dell’epatite B e C che per l’Aids e la tubercolosi combinate

(Bruxelles) Sono 4,7 milioni gli europei cronicamente infetti da epatite B, 3,9 milioni di epatite C e ne muoiono più a causa dell’epatite B e C che per l’Aids e la tubercolosi combinate. “Questa situazione può e deve cambiare”, ha dichiarato il commissario per la salute Vytenis Povilas Andriukaitis, alla vigilia della Giornata mondiale contro l’epatite. “Come altre malattie trasmissibili, la vaccinazione, i test, la diagnosi precoce e il ricorso alla cura dell’epatite possono interrompere la trasmissione e salvare vite umane”. Il messaggio del commissario è: “Concentrare i nostri sforzi sulla prevenzione. Disponiamo di fantastici strumenti di prevenzione salvavita, quindi utilizziamoli”. Il primo e principale, la vaccinazione, “grande alleato per la salute pubblica dei nostri tempi, che può prevenire sia l’epatite A sia la B”. Il senso di questa Giornata, ha ancora affermato il commissario, è “riflettere fino a che punto siamo arrivati sulla strada dell’eliminazione dell’epatite a livello globale, ma anche pensare a quanto resta da fare per raggiungere questo obiettivo entro il 2030”. Secondo dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, sono 325 milioni i malati nel mondo e i decessi ogni anno 1,4 milioni. “Investire nell’eliminazione dell’epatite”, il tema scelto dall’Oms per la giornata 2019. “Mi rattrista vedere il gran numero di persone che vivono ancora nell’Ue con l’epatite B, che è prevenibile, e l’epatite C, che è prevenibile e curabile”. Investire nell’eliminazione di questa patologia significa assicurarsi che gli strumenti preventivi siano “disponibili e accessibili ai cittadini europei”, che devono essere “adeguatamente supportati con un’assistenza mirata e di qualità” nel caso di infezione.

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