Rifiuti: imprenditori a governo e Parlamento, “il blocco del riciclo ci costa due miliardi in più all’anno”

Appello del mondo imprenditoriale e associativo a Governo e Parlamento per trovare una soluzione al blocco delle operazioni di riciclo dei rifiuti nel Paese. Numerose associazioni, riunite oggi a Roma, hanno lanciato l’allarme sulle “pesanti ricadute sull’ambiente, sulla salute dei cittadini e sui costi di gestione dei rifiuti per famiglie e imprese”. “Una sentenza del Consiglio di Stato ha di fatto paralizzato le operazioni di riciclo dei rifiuti – segnalano in una nota -. La misura dello Sblocca Cantieri in materia di cessazione della qualifica di rifiuto non ha risolto la situazione, limitandosi a salvaguardare le tipologie e le attività di riciclo, escludendo quelle che sono state sviluppate nel frattempo. Questo quadro normativo di fatto impedisce diverse attività di riciclo di rifiuti di origine sia urbana che industriale e la realizzazione di nuove attività e impianti”. Gli imprenditori indicano nella raccolta differenziata “una precondizione per gestire in modo virtuoso i rifiuti attraverso il loro corretto conferimento verso impianti preposti al riciclo”. “Gli impianti devono essere autorizzati a far cessare la qualifica di rifiuto in modo che dopo il trattamento restituiscano prodotti, materiali e oggetti destinati al mercato. Il blocco delle autorizzazioni ci costa 2 miliardi di euro in più all’anno”. Ancora un monito: “Se le operazioni di riciclo non vengono rapidamente sbloccate, la crisi in atto che già colpisce la gestione dei rifiuti, urbani e speciali, si aggraverà e porterà a situazioni critiche in molte città su tutto il territorio nazionale, con il rischio di sovraccaricare le discariche e gli inceneritori”. La soluzione per porre fine a questa emergenza, secondo gli imprenditori, è stata indicata dall’Europa con il Pacchetto di Direttive in materia di economia circolare, pubblicato a giugno 2018. “Le imprese e le associazioni hanno richiesto con forza di recepire tali Direttive per garantire una gestione sicura ed efficiente dei rifiuti e affrontare le sfide ambientali ed economiche a livello globale. L’impresa italiana, con i suoi impianti, vuole continuare a rendere concreta la transizione verso l’economia circolare”.

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