Commissione Ue: il regolamento sulla protezione dati “sta entrando a regime”. “Non privi le persone del loro diritto all’informazione”

(Bruxelles) Una relazione sugli effetti prodotti dalle norme dell’Ue in materia di protezione dati con il “regolamento generale sulla protezione dei dati”, introdotto circa un anno fa, è stata pubblicata oggi dalla Commissione europea. “La maggior parte degli Stati membri ha istituito il quadro giuridico necessario e il nuovo sistema volto a rafforzare l’attuazione delle norme in materia di protezione dei dati sta entrando a regime”, ha affermato oggi in conferenza stampa la commissaria Vĕra Jourová (giustizia, consumatori e parità di genere). “Il regolamento sta dando i suoi frutti: fornisce validi strumenti per far fronte alle sfide della digitalizzazione e avere il controllo dei propri dati personali”, ha spiegato la commissaria sottolineando come questo strumento “crei le condizioni affinché la diplomazia digitale possa promuovere la circolazione dei dati tra Paesi che condividono i valori dell’Ue e che garantiscono livelli di protezione altrettanto elevati”. Con queste norme l’Ue diventa modello anche a livello mondiale, come è vero che Paesi nel mondo (come Cile e Argentina, citati dalla commissaria), si stanno ispirando all’Ue per le proprie legislazioni in materia. Tutti gli Stati membri (tranne Grecia, Portogallo e Slovenia) hanno aggiornato la legislazione nazionale per allinearla alle norme Ue. Strumenti che agevolino il rispetto del regolamento da parte delle imprese è invece allo studio. Il regolamento “non deve privare le persone del loro diritto all’informazione”, ha però segnalato Jourová.

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