Armi illegali: Tombola (Opal), “troppo facili da reperire e ad alta pericolosità sociale”

Oltre al missile aria – aria sequestrato lo scorso 15 luglio dalla Digos di Torino in provincia di Pavia, con la maxi operazione è stato scoperto un vero arsenale da guerra in diverse città del nord Italia. “Sono probabilmente uscite da un arsenale militare – dichiara in un’intervista al Sir Carlo Tombola, coordinatore scientifico dell’ Opal (Osservatorio permanente sulle armi leggere e le politiche di sicurezza e difesa) di Brescia – anche le armi automatiche (mitragliette, fucili mitragliatori, fucili d’assalto) sequestrate a Torino, sempre che – questo lo accerterà l’autorità giudiziaria – non siano state modificate per rientrare nella categoria delle “armi da collezione”, private cioè dello sparo a raffica e dei maxi-caricatori”. Tuttavia, osserva, “di maxi-caricatori e silenziatori se ne vedono a decine nelle foto del sequestro, e quelli sono senza dubbio articoli ‘da guerra’, certamemente detenuti illegalmente al di fuori del contesto militare”. Per l’esperto occorre “sottolineare e riflettere sulla facile reperibilità e alta pericolosità sociale di queste armi. Gli analisti di Opal lo fanno e da tempo chiedono di farlo”. Quanto ai contorni del mercato clandestino di armi, “sulla sua entità – afferma – sappiamo ben poco, oltre a quanto appare episodicamente sulla stampa, anche perché il governo italiano non fornisce i propri dati sulle armi sequestrate all’Unodc (Ufficio Onu su droga e crimine), unico prezioso strumento per gettare seriamente uno sguardo su questo specifico traffico internazionale”.

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