Diocesi: Gaeta, viaggio in Senegal su “strade di umanità, spirito, arte e pace”

“Strade di umanità, Spirito, arte, pace…” è il titolo di un viaggio in Senegal promosso dalla Caritas e dal Servizio di pastorale giovanile dell’arcidiocesi di Gaeta, in corso in questi giorni all’interno di un progetto su mondialità e dialogo interculturale e interreligioso. Un gruppo di una decina di persone sta vivendo un’esperienza di incontro con una terra da cui vengono molti immigrati in Italia, con una cultura antica e da cui sono partiti molti schiavi verso le Americhe. “Sull’isola di Goree abbiamo potuto vedere il più importante centro di vendita e smistamento di schiavi dell’Africa. Da qui sono passati 20 milioni di schiavi e ne sono morti 6 milioni – raccontano i partecipanti nel diario di viaggio che pubblicano quotidianamente –. Oggi è sede di un istituto di studi dove passano migliaia di giovani da tutta l’Africa. L’istituto unisce cultura e democrazia con l’arte. Perché, dicono, ‘dove la politica fallisce, l’arte aiuta a non dimenticare’”. Dakar, Touba, Saint Louis e il monastero benedettino di Keur Moussa sono alcune delle tappe dell’esperienza, che sta portando i partecipanti anche in realtà di servizio: dal centro per immigrati e rifugiati della Caritas di Dakar, segno di “un’accoglienza che è l’orgoglio dei senegalesi ed è una realtà possibile”, alla casa di fraternità ‘Kara Taize’, “da 25 anni in un quartiere popolare di Dakar a maggioranza islamica”. “Qui si incarna il meticciato e l’unità oltre ogni fede. L’entusiasmo di bambini e bambine che giocano insieme ci ha fatto respirare in Dio”.

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