Beni culturali: nasce l’app che consente di aprire 13 tra cappelle e santuari in Piemonte

Aumentare la possibilità di fruizione dei beni di arte sacra sparsi in Piemonte, utilizzando, per la prima volta in Italia, un sistema di apertura e di narrazione automatizzata, tramite lo smartphone. È possibile adesso attraverso l’app “Chiese a porte aperte” scaricabile gratuitamente sia da Apple Store che da Google Play. L’applicazione permette di prenotare la visita e l’ingresso nel luogo scelto, aprendo la porta attraverso un QR Code e dando accesso a un sistema di guida composto da musica, luci e narrazione in italiano, inglese, francese. Al momento, attraverso l’app si può accedere a 13 tra cappelle e santuari. “Si possono scoprire lungo itinerari tematici storico – artistici immersi in paesaggi mozzafiato – segnala una nota -. Come quello che offre l’esplorazione di alcuni tra i più interessanti cicli affrescati tardo Quattrocenteschi conservati tra la Valle di Viù, la Val Sangone e la Valle di Susa”. Uno dei percorsi si snoda da Lemie, frazione Forno, con la cappella di San Giulio, edificio trecentesco e decorato nella seconda metà del Quattrocento da un anonimo, prosegue fino a Giaveno con la cappella di San Sebastiano, un tempo rifugio per i pellegrini in viaggio lungo la via Francigena. Un altro itinerario porta alla scoperta di cinque cicli pittorici databili tra il XV e il XVIII secolo immersi nel paesaggio delle Langhe, del Roero e del Monregalese. Il progetto Chiese a porte aperte è stato ideato dalla Consulta per i beni culturali ecclesiastici del Piemonte e Valle d’Aosta e dalla Fondazione Crt.

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