Giornalismo: quattro studenti della Cattolica si sono aggiudicati il Premio Ischia dedicato all’impatto ambientale

Alla 42ª edizione del Premio Ischia internazionale di giornalismo, dedicato quest’anno all’inquinamento da plastica, hanno partecipato gli iscritti al secondo anno delle scuole di giornalismo e quattro studenti della Cattolica hanno vinto rispettivamente il primo e il secondo premio. Un bravo reporter può aiutare a risvegliare le coscienze. Soprattutto quando si tratta di temi importanti come l’ambiente. È lo questo spirito, risultato vincente, con cui gli studenti del master della Cattolica hanno presentato i loro lavori: il servizio “Le netturbine della plastica” di Beatrice Maria Beretti e Serena Cauzzi, che si è aggiudicato la vittoria, e “Vivere senza plastica”, il video di Maria Francesca Moro e Alessandro Mariani che hanno conquistato la seconda posizione.
“La storia che abbiamo voluto raccontare ne ‘Le netturbine della plastica’ – raccontano Beatrice Maria e Serena – ha per protagonisti tre studenti dell’Istituto Enrico Fermi di Mantova: Andrea Frer, Sara Speranzini e Gabriele Ravini. A colpirci è stata subito la loro età: 17 anni. E il loro entusiasmo, che li ha spinti, davanti all’enorme problema dello smaltimento della plastica, a cercare una soluzione il più possibile ottimale”. L’hanno trovata grazie alla scoperta fatta nel 2017 da Federica Bertocchini, biologa molecolare dell’Istituto di Biomedicina di Cantabria in Spagna. La ricercatrice per caso, pulendo i suoi alveari dalle camole del miele, si è accorta che i lepidotteri rinchiusi nei sacchetti di plastica la biodegradavano in pochi giorni. Ecco perché ora i tre studenti di Mantova hanno creato un allevamento di camole di circa 200 esemplari all’interno del laboratorio scientifico della loro scuola. “Certo, questo non risolverà lo smaltimento dei 9 miliardi di tonnellate di plastica accumulati fino a oggi dalla II Guerra mondiale – fanno notare le studentesse del master in Giornalismo – ma la determinazione dei giovani lascia ben sperare che in futuro tante altre soluzioni contribuiranno a rendere la vita dell’uomo sempre più compatibile con quella dell’ambiente”.
“Il modo migliore per vivere senza plastica è non consumarne. Fare una spesa senza acquistare confezione di plastica è molto difficile. L’idea alla base del nostro video è partita proprio da qui. Ci siamo messi alla ricerca di storie di persone, che senza estremismi, cercano di ridurre al massimo l’utilizzo di imballaggi in plastica”. Questa la dichiarazione di Maria Francesca Moro e Alessandro Mariani che nel loro video hanno raccontato la storia di Biosballo, un piccolo negozio di alimentari a Sesto San Giovanni che vende tutto sfuso, assoluta novità. La proprietaria Elisa Gelmi ha cercato in questi anni di coinvolgere sempre più i clienti a portare i loro contenitori da casa, di plastica o di vetro. Tra i clienti più fedeli dei negozi alla spina c’è Fabiana Marracini, che qualche mese fa ha aperto il blog “Vita senza plastica” dove spiega come piccoli gesti nella vita quotidiana possano fare la differenza. Seguendola, gli studenti hanno capito come si può ridurre il consumo di plastica.

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